Milan-Spal, Gattuso: “Dobbiamo dare di più, io sento fiducia. Ecco cosa mi dice mio padre…”

Milan-Spal, Gattuso: “Dobbiamo dare di più, io sento fiducia. Ecco cosa mi dice mio padre…”

Le parole del tecnico rossonero Rino Gattuso alla vigilia del match contro la SPAL

Rino Gattuso presenta la sfida contro la SPAL, in programma domani sera.

Il tecnico del Milan, intervenuto in conferenza stampa alla vigilia della diciannovesima giornata di Serie A, ha detto la sua sul momento di difficoltà che i rossoneri stanno vivendo ed è tornato a parlare delle scorse gare:
Con la Fiorentina abbiamo fatto quello che dovevamo fare, siamo stati sfortunati. Col Frosinone abbiamo regalato 45 minuti agli avversari. Chi gioca di rimessa un paio di occasioni le può creare. Credo che abbiamo sbagliato approccio a Bologna e Frosinone. Il momento peggiore da quando sono qua non è questo, è stata la partita imbarazzante che abbiamo fatto a Verona, era una squadra senza capo né coda, col Benevento, con l’Atalanta in casa. Il problema ora è che un reparto non la butta dentro. All’inizio ci siamo fatti i gol da soli, abbiamo sistemato la difesa, ora sono convinto che se ci sbloccassimo la situazione si risolverebbe. Abbiamo fallito due match ball, sento troppo pessimismo. Bisogna essere lucidi, lavorare con grande professionalità e continuare. Non c’è differenza tra la partita di Frosinone e Udine, lì abbiamo vinto al 90′, così come col Genoa. I 4+2 stanno facendo un gran lavoro, ci manca qualità, ci perdiamo con i 4 giocatori davanti. Castillejo saltava sempre l’uomo, ha perso due palle ed è uscito dal campo, ci vuole più serenità. Dobbiamo cercare di far passare meno spifferi, c’è tanta delusione. Abbiamo sistemato la difesa ma ora non riusciamo a fare gol. L’arrabbiatura più grande a Frosinone è come aver approcciato la partita, dobbiamo essere consapevoli di aver fatto un dicembre disastroso. Potevamo fare qualcosa in più, non siamo riusciti a fare bottino pieno, il rammarico più grande è quello. Questa squadra ha avuto una involuzione tecnico tattica, questa squadra nelle prime 7 partite giocava a memoria. Forse c’è anche un po’ di confusione nei giocatori, abbiamo cambiato in queste settimane. E’ un problema da non sottovalutare questo. Abbiamo l’occasione per finire a 31 punti, solo una volta negli ultimi anni il Milan c’è riuscito. I giocatori non devono pensare al mio futuro, dai dirigenti sento fiducia, è normale che devono arrivare risultati, devo pensare al bene di questi giocatori“.

L’allenatore del club di Via Aldo Rossi, inoltre, si è espresso a proposito della sua posizione:
Io so da dove vengo, da dove sono partito, so che educazione mi hanno dato i miei. Nessuno mi ha regalato niente, ho sempre faticato. Me lo dice anche mio padre, mi assumo troppe responsabilità. Sono disposto ad andare nel fuoco per chi mi sta vicino, forse è un difetto. In questo momento è giusto così, questa squadra ha dimostrato nella mia gestione che deve fare un passo in avanti a livello caratteriale, è giusto che la responsabilità me la prendo io. Porto rispetto per quello che dice la gente ma non sto a fasciarmi la testa se qualcuno pensa che sono un allenatore scarso o ero un giocatore scarso. L’unica strada è continuare a fare il lavoro come piace a me. Vedremo se qualcuno cambierà idea, da giocatore a qualcuno ho fatto cambiare idea. Voglio continuare a lavorare, in questi mesi non sono stato qua a pettinare le bambole. C’è voglia di continuare un percorso coi ragazzi, il momento è negativo ma la testa non va al mio futuro. Ringrazio chi mi ha dato questa possibilità. Anche quando le cose andavano bene ero sempre in discussione, l’importante è avere la squadra in mano. Il mio futuro è oggi, preparare la partita di domani, poi vedremo cosa succederà“.

A proposito, invece, della sfida di domani sera contro la SPAL e dei giocatori che scenderanno in campo:
Abbiamo il dovere di dare qualcosa in più, quello che stiamo facendo non basta. Domani non mi interessa il gioco, voglio vedere 23 giocatori che vogliono vincere a tutti i costi, come viene la vittoria non mi interessa. Non voglio vedere una squadra palla, dopo aver sofferto siamo andati in difficoltà. In partite dove eravamo in emergenza ho visto una squadra con la bava alla bocca, voglio vedere quello, non una squadra impaurita. Borini sarà dei nostri domani, Bertolacci anche lui a disposizione. Biglia credo sarà a disposizione a fine gennaio. Caldara tornerà a febbraio. Strinic ha avuto un problema al polpaccio, ce l’aveva già due mesi fa, ha avuto una ricaduta. Quando ricominceremo a gennaio sarà a disposizione. Conti non ha i 90 minuti, bisogna dargli minutaggio, la strada è questa. Bisogna metterlo in condizione per farlo giocare dal primo minuto, ad oggi non è pronto. Calhanoglu a Frosinone l’ho messo a fare il quinto perché eravamo in difficoltà. Ha sbagliato ma non si è nascosto, è uscito fuori, ha chiesto palla. Non sta giocando ai suoi livelli, come Castillejo, Cutrone, Higuain… Finché io sarò allenatore Calhanoglu rimarrà qua, per me è un giocatore fondamentale. Nei momenti di difficoltà bisogna dar fiducia a tutti i giocatori, specialmente Calhanoglu. Suso oggi proverà e valuteremo. La stagione di Donnarumma è positiva, per l’età che ha è un fenomeno, è uno dei migliori portieri al mondo, se non abbiamo perso a Frosinone è merito suo. A volte va giudicato in modo errato, ce lo teniamo stretto perché è un grandissimo portiere. Higuain quest’anno fa più dribbling rispetto all’anno scorso, stessi palloni toccati, gli manca la stoccata e il gol. Gli manca questo. Dopo l’espulsione dà la sensazione che non sta benissimo a livello fisico ma non è così, sta bene. Nel secondo tempo di Frosinone è uscito. Sento che ogni giorno l’ha chiamato qualcuno, io penso rimarrà qua, poi se succederà il contrario mi sarò sbagliato, ma da quello che ci siamo detti penso resterò qua. Voglio vedere Higuain del secondo tempo a Frosinone, quello è Higuain, ha saltato l’uomo, ha avuto occasioni. Le palle gol si possono sbagliare. Il rigore e l’espulsione con la Juve li ha pagati un po’. Non voglio sentir parlare di cessione, questo riguarda la società e il suo entourage, finché resterà qua ne avremo bisogno“.

Infine, riguardo agli episodi di razzismo e ai cori rivolti sabato dai tifosi dell’Inter al difensore azzurro Kalidou Koulibaly:
Mi trovo d’accordo con le parole di Carlo, giusto fermarsi, ma bisogna capire che sono quattro imbecilli, non tutto lo stadio. Sta succedendo da tantissimo tempo, è un problema e bisogna portare rispetto per tutte le persone. Siamo tutti uguali. C’è bisogno di rispetto. È giusto che ci fermiamo, uno deve avere il coraggio. Se qualcuno ha il coraggio diventa più facile per tutti. Non diamo però martellate solo al nostro paese, in altri paesi civili ho visto lanciare banane. Se 50.000 applaudono non si sentono quei 4/5 imbecilli. Koulibaly è un armadio, è fortissimo, i versi vengono fatti anche per paura. Non si deve fare, ma io gli do anche questa lettura qua“.

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