Milan-Parma, Gattuso: “Avversari da rispettare, serve umiltà come con il Dudelange”. E su Gazidis…

Milan-Parma, Gattuso: “Avversari da rispettare, serve umiltà come con il Dudelange”. E su Gazidis…

Le dichiarazioni del tecnico rossonero Rino Gattuso in conferenza stampa alla vigilia del match contro il Parma

Il Milan sfiderà domani alle 12.30 tra le mura amiche il Parma.

Il tecnico rossonero Rino Gattuso, intervenuto alla vigilia del match valido per la quattordicesima giornata di Serie A, è tornato a parlare delle gare precedenti e della difficoltà di giocare d’anticipo:
Io non sono contrario ad una partita delle ore 12:30. Anzi, alle 18:00 di pomeriggio sarebbe venuta meno gente. Io ho solo contestato per il fatto del recupero che, avendo giocato di giovedì, c’è poco per recuperare. Negli anni quasi mai è stato così. Ho parlato del recupero dei miei giocatori: se si giocava alle 18:00 o alle 20:30 preparavamo la partita più tardi. Ho solo guardato il mio orticello. Comunque sono contento che alle 12:30 vengano così tante persone. La gente apprezza molto i nostri sacrifici, la società, visto che oggi è arrivato Ivan Gazidis a Milanello. E’ un uomo di calcio, ha rappresentato per tanti anni l’Arsenal, lì ha fatto buone cose sul piano sportivo ed economico. Abbiamo pranzato con lui, Paolo Maldini e Leonardo in questo suo primo giorno. Quando parla ti affascina, lo ascolto volentieri: può essere valore in più per questa società. Sull’impegno della mia squadra nessuno può dire nulla. Domani dobbiamo battagliare per 95’ da squadra, e se riusciamo a farlo bene, poi possiamo riposare due giorni e recuperare bene i calciatori. Mi preoccupa la fisicità del Parma, squadra che in campo aperto ti può fare male, fa tutto con grande convinzione. E’ da una settimana che ho cominciato a guardare bene loro, dopo aver già visto qualcosa. Fa un calcio non facile da fare, il Parma; non gioca solo in contropiede, gioca stretto, esce bene dalla pressione e ha quei due giocatori davanti che fanno male. Domani per me giocherà anche Biabiany, altro giocatore con il motorino, che quando ripiega fa anche il quinto a centrocampo. Con velocità ed organizzazione possono metterci in difficoltà“.

L’allenatore del club di Milano, inoltre, si è espresso sulla pericolosità degli avversari:
Dobbiamo rispettare l’avversario, capire bene le qualità che ha. E’ una squadra che gioca nei 38 metri, si chiude bene, ma quando riparte fa paura. Quando abbiamo palla dovremo giocare, farli correre, ma fare attenzione sulle loro ripartenze. Domani ci saranno quasi 60mila tifosi, per noi è un fattore d’orgoglio, un motivo importante. La chiave della partita, però, sarà rispettare l’avversario. Non è un caso che si trovano lì, hanno caratteristiche ben precise. Noi dovremo giocare molto bene e tecnicamente puliti. Se domani giochiamo come contro il Dudelange, domani non si vince. Ho dato però minutaggio ai giocatori, era un rischio calcolato che dovevamo affrontare per forza. Domani dobbiamo fare una prestazione totalmente diversa. Se ci addormentiamo domani così come contro il Dudelange, domani non si arriva alla vittoria. Sul 2-1 per loro la squadra ha cominciato a capire che stava facendo una figuraccia storica. Ho visto umiltà. Dobbiamo continuare su questa strada qui. Gioca con quattro centrali pure. E’ una squadra che lavora tantissimo. Si difende in otto, chi conquista palla va subito in avanti per ribaltare l’azione velocemente. Quello che fa, lo fa in maniera eccezionale. Chi ha costruito la squadra, lo ha fatto con criterio, con giocatori funzionali per quel tipo di calcio. Complimenti, non è facile affrontare il Parma per come sta giocando ora“.

A proposito, inoltre, della crescita della squadra:
Per 30-35 partite abbiamo giocato con il 4-3-3, ma i giocatori stanno assorbendo bene ciò che stiamo proponendo in pochissimo tempo. E’ una bella soddisfazione, giocare con centrocampo a due, a tre, con la difesa a tre o quattro. O con uno-due attaccanti. Paragoni con il mio Milan del passato non se ne possono fare: questa è una squadra con tanti giovani e tanti margini di miglioramento, quella era una squadra di campioni già affermati. Vivo il Milan così come lo vivevo da calciatore. Mi bastava sbagliare due partite da calciatore, che usciva fuori che avevo i piedi di legno, che sapevo solo correre, litigare e fare casino. Per me era uno stimolo a far vedere che non era così. Ora è uguale. Il segreto per gestire bene la pressione? Leggere poco, smucinare poco i siti. Perché altrimenti ti fai del male da solo. Meglio stare chiuso a lavorare, poi tornare a casa, stare con tua moglie, i tuoi figli. Ti isoli e vai avanti. Puoi forse sentire qualche mugugno ed insulto dallo stadio, ma finisce là. Dipende come vivi questa professione. Io mi trovo bene questo modo di gestire. Mi prendono per pazzo che sto sempre chiuso qui. Basta che non si lamenti mia moglie … Spero di migliorare, sbroccare di meno, contare di più da 1 a 10. Spero di migliorare, magari imparando a leggere prima la partita, sbagliare il meno possibile la lettura delle gare, la preparazione. Il carattere lo posso modificare, ci vuole tempo, ma spero di migliorare a livello tecnico-tattico“.

Infine, Rino Gattuso si è espresso a proposito dei giocatori a sua disposizione:
Calhanoglu deve fare 4-5 prestazioni come l’anno scorso. Solo così si può ritrovare. Spero che continui come ha fatto contro Lazio e Dudelange nel secondo tempo. Conti merita di giocare. Gli manca l’ultimo step. Per come corre e tiene il campo, è un giocatore ritrovato. Ora gli va data la possibilità di giocare. Deve migliorare l’uno contro l’uno, in settimana siamo riusciti a migliorare questo aspetto, mi è piaciuto come si è comportato giovedì contro Castillejo in allenamento. Adesso sta a me trovare il momento giusto e la partita giusta per buttarlo dentro. Lui non deve avere fretta: ora fa tutto senza dolore, è importante. José Mauri ha fatto bene quei 35’ che è entrato. Ora però si deve confermare. Bertolacci ha sbagliato un po’ di palloni, ma la sua prestazione non era da buttare via. Ora bisogna continuare a dimostrarsi di farsi trovare sempre pronti. Le gerarchie non sono cambiate. C’è anche Montolivo, che viene in panchina, ha anche lui la possibilità di scendere in campo. Bakayoko e Cutrone hanno preparato la partita stamattina, si sono allenati, non sono al massimo, ma più che altro per una questione di recupero tempi. Sono a disposizione per domani però. Rodríguez a livello tecnico è uno dei più forti che abbiamo. A volte gli arriva una pallaccia e la fa diventare giocabile. Gestisce bene il pallone, esce sempre bene da brutte situazioni quando viene dentro il campo. Ha grande padronanza a livello tecnico. Suso abbiamo provato a farlo venire dentro, può farlo di più. Çalhanoglu, invece, viene troppo spesso dentro, dà poca ampiezza, e salta la catena perché quando manca l’attaccante ci deve arrivare il terzino, e Laxalt contro il Dudelange per esempio non riusciva ad arrivare con i tempi giusti. A me non piace giocare linea-linea. Contro la Lazio, per esempio, Calabria scaricava su Suso, e chi gioca con cinque a centrocampo ti capisce, è troppo lineare. Suso deve venire un po’ più dentro e dare imprevedibilità. Il possibile arrivo di Fabregas durante la sessione di mercato? Sì, mi piace, come mi piacciono Modrić, Kanté. Ma non sono io a doverne parlare. E’ la società. Quando c’è stata la possibilità di Paquetá, ci siamo seduti, abbiamo parlato. Mica parlo con Leonardo, Maldini, Gazidis, Scaroni tutti i giorni. Se ne parla quando una cosa è fatta per l’80%. Fàbregas mi piace, ma per me, al momento, non c’è nulla di concreto”.

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