L'ex direttore generale della Juventus Luciano Moggi dice la sua sul ritorno di Zlatan Ibrahimovic al Milan dopo dieci anni

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Zlatan Ibrahimovic è nuovamente un giocatore del Milan.

L'attaccante svedese, dopo otto anni dall'addio, è ufficialmente tornato al club di via Aldo Rossi. Il trentottenne ha militato ai rossoneri dal 2010 al 2012, collezionando 85 presenze e 56 reti. Il ricordo degli anni d'oro in Italia lo ha convinto, a seguito del termine dell'avventura con i L.A. Galaxy, ad approdare alla corte di Stefano Pioli.

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Luciano Moggi, che conosce bene Ibracadabra in quanto era direttore generale della Juventus negli anni in cui egli militava tra i bianconeri, ha detto la sua ai microfoni di TMW in merito all'apporto che l'esperto giocatore può dare al club di Elliott, che attualmente naviga in acque torbide.

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"Nonostante l'età è un giocatore che dà stimoli all'ambiente, non so che cosa potrà raggiungere il Milan ma con lui di sicuro migliorerà. Ha qualità, forza fisica, non ha mai avuto grossi incidenti e possiede tanta forza interiore. Gestirlo è semplice, soprattutto se ha stima negli interlocutori. Con me Ibrahimovic è stato esemplare, ha fatto quel che doveva e anche di più. Cessione Piatek? Questo lo deciderà la società ma credo che con Ibra lui giocherebbe poco perché lo svedese ha bisogno di giocatori di movimento. Nel Milan ad esempio aveva vicini Boateng e Nocerino e lui attirava su di sé quattro giocatori liberando i suoi compagni. Nocerino non a caso quell'anno segnò undici reti. Ibra fa reparto da solo".

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A proposito, invece, dell'eventuale trasferimento di Krzysztof Piatek alla Fiorentina, che sta puntando anche un altro ex rossonero: "Serve uno scardinatore. Piatek di piede o di testa potrebbe sfruttare i cross dalle fasce ma è anche vero che questo giocatore non sta dando tanto. E' una valutazione difficile: Cutrone è interessante e non si è potuto mettere in evidenza al Milan perché è arrivato Piatek ed è stato costretto ad emigrare. Cutrone è comunque un buon giocatore".

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