Milan, Galliani avverte: “Ibrahimovic? Appende al muro chi non s’impegna! Quando gli dissi di venire al Monza…”

Milan, Galliani avverte: “Ibrahimovic? Appende al muro chi non s’impegna! Quando gli dissi di venire al Monza…”

Le dichiarazioni rilasciate dall’ex amministratore delegato del Milan in merito al ritorno di Zlatan Ibrahimovic in rossonero

La notizia era nell’aria, nella giornata di ieri l’ufficialità: Zlatan Ibrahimovic è un nuovo giocatore del Milan.

L’esperto attaccante svedese, che ha già vestito la maglia rossonera dal 2010 al 2012 e reduce dall’avventura in MLS con i Los Angeles Galaxy, ha firmato un contratto che lo legherà al club meneghino fino al 30 giugno 2020, con opzione di prolungamento per un altro anno. E sarà a Milano il 2 gennaio per sostenere le visite mediche di rito.

Chi ha detto la sua in merito al ritorno del classe 1981 è anche Adriano Galliani, ex amministratore delegato del Milan, oggi al Monza. “Zlatan ha una tale forza morale, un carisma, una determinazione per cui sarà sempre decisivo. In trentuno anni di storia rossonera non ho mai visto un giocatore appenderne al muro un altro perché non si impegnava abbastanza. Di liti ne ho viste eccome, ma mai qualcuno appeso al muro, nel senso letterale del termine. Ibra è così e lo farà ancora se vedrà un compagno non allenarsi al massimo. Anzi stavolta sentirà ancora di più questa responsabilità: Zlatan porterà aria pura”, ha dichiarato ai microfoni de ‘La Gazzetta dello Sport’.

QUELLA TRATTATIVA –Parto per Barcellona dove ci sono Zlatan e Raiola ma non Sandro Rosell, il presidente del club. Era a Ibiza in vacanza ma grazie alla nostra grande amicizia lo convinsi a rientrare. Per scaramanzia il rituale fu lo stesso del 2008, quando tornai a Milano con Ronaldinho. L’acquisto fu festeggiato a cena, al ristorante. Quando vado a pagare nessuna delle mie due carte di credito funziona. Prova e riprova ma niente. Toccò pagare a Ibra, che mi guardava un po’ così. Ma lo rassicurai: stai sereno, i soldi ci sono. Allora rise come un pazzo. L’addio? Non voleva assolutamente andarsene. Fu ceduto per questioni di bilancio. Ma prima, nel mercato di gennaio, era tutto fatto per la cessione di Pato al PSG e l’arrivo di Tevez dal City.Un sogno, la coppia Ibra-Tevez. Saltò tutto e chissà cosa poteva essere. Credo che avremmo continuato a vincere, in quel periodo eravamo ancora davanti alla Juve. Cambiò la storia, Milan secondo. Si arriva all’estate 2012, quella dell’addio dei senatori”.

MONZA – “Se ho provato a contattare Ibrahimovic per approdare al Monza? Verissimo. L’ho chiamato per proporgli un grande percorso insieme. Si è messo a ridere. Poi ha capito che non scherzavo e si è fatto serio: ‘Ehm, capo…’. Ha declinato l’invito e scelto il Milan, per cui va bene così”, ha concluso Galliani.

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