Bologna-Milan, Gattuso: “Abbiamo palleggiato in maniera sterile. Inzaghi? Più saluto forte…”

Bologna-Milan, Gattuso: “Abbiamo palleggiato in maniera sterile. Inzaghi? Più saluto forte…”

Il tecnico dei rossoneri ha parlato della sfida contro i rossoblù, terminata 0 a 0

Il Milan fallisce l’allungo sulla Lazio.

Nell’ultimo match della sedicesima giornata di Serie A rossoneri avevano l’occasione di consolidare il quarto posto e portarsi a +4 dai biancocelesti trionfando contro il Bologna, non riuscendo però a trovare la via della rete a causa sia delle tante occasioni sprecate sia dell’ottima prestazione difensiva degli avversari.

Al termine della gara il tecnico del club lombardo, Rino Gattuso, è intervenuto ai microfoni di Sky Sport, rilasciando le seguenti dichiarazioni: “Abbiamo palleggiato in maniera sterile. Dovevamo cercare qualche combinazione centrale in più. L’Inter ha vinto col Bologna con delle giocate, la Roma ha perso. Dovevamo farlo anche noi. Potevamo sfruttare meglio le palle gol create, ma a livello qualitativo abbiamo fatto una partita mediocre. Per tanto tempo abbiamo giocato 4-3-3, tante volte si riempiva meglio l’area, anche perché c’era Bonaventura. In questo momento è così. Tante volte, quando giochi coi due attaccanti, se non si attacca la profondità a squadre come il Bologna fai solo il solletico. Bisogna muoversi bene, non pensare di venire sempre incontro. Cutrone? Ci sta che chi viene sostituito possa prenderla male, l’importante è guardarsi negli occhi e far sì che finisca là. Ho messo Castillejo perché serviva un calciatore che veniva più fuori e giocasse il pallone. InzaghiPiù saluto forte e più stimo una persona. Quando non arriva la cinquina forte…(ride, ndr). A me piace il mio lavoro. Ti fa invecchiare un po’ di più, ma ti fa sentire vivo. Mi dà tanto“.

Sull’emergenza per la prossima gara contro la Fiorentina, durante la quale dovrà fare a meno sia di Tiémoué Bakayoko sia di Frank Kessié: “Mancheranno due interpreti importanti come Kessié e Bakayoko. Qualche alternativa ce l’abbiamo, poi ci inventiamo qualcosa. Oggi ci teniamo questo punto, sapendo di poter far meglio dal punto di vista della prestazione. Giocare contro una squadra rinunciataria è difficile, serviva qualche giocata“.

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