Atalanta-Milan, Gattuso: “Sarà difficile, ma non è la gara della vita. Piatek? Ecco cosa penso…”

Atalanta-Milan, Gattuso: “Sarà difficile, ma non è la gara della vita. Piatek? Ecco cosa penso…”

Le dichiarazioni del tecnico rossonero Rino Gattuso alla vigilia del match contro l’Atalanta

Il Milan scenderà in campo domani sera in casa dell’Atalanta.

Il tecnico rossonero, intervenuto in conferenza stampa alla vigilia della sfida valida per la ventiquattresima giornata del campionato di Serie A, ha parlato del momento che la squadra sta vivendo e dell’impegno contro gli orobici:
Domani ci vuole l’elmetto. Giochiamo contro una squadra che negli ultimi anni è diventata una realtà del nostro calcio. Sono venuti tanti ex a trovarci in settimana ed è una cosa positiva,  i miei ragazzi li hanno accolti bene. I sorrisi ci sono, ma dobbiamo lavorare con serietà. Domani dobbiamo essere bravi ad affrontarli, giocano davvero bene. Bisogna affrontarli bene, hanno giocatori di qualità, portano tanti in area di rigore e noi dobbiamo fare bene il nostro gioco. Sarà molto difficileLoro giocano un calcio unico, in giro per il mondo solo loro giocano così. Non giocano di reparto ma uomo contro uomo, mentre noi giochiamo bene tecnicamente e tutti ci sacrifichiamo. E’ una partita importante ma poi mancheranno ancora 15 partite e affrontiamo il campionato con serenità. Stiamo attraversando un bel momento fisico, però l’Atalanta ti pressa alta, e non ti dà punti di riferimento, e non basta solo giocare bene tecnicamente. Per 95 minuti loro non si fermeranno mai, bisogna fare una gara importante. Una vittoria sarebbe un segnale incredibile, ma poi mancheranno ancora 15 gare e la strada sarebbe lunga. Se dovessimo vincere sarebbe importante a livello mentale. Temo tutto dell’Atalanta, sui colpi di testa hanno fatto 9 gol e noi solo uno, a livello fisico li temo molto. Loro hanno una mentalità e un modo di giocare che fanno da tre anni. Vanno sempre a 2000 all’ora e corrono, ma hanno pure tanta qualità. Domani c’è la consapevolezza che andiamo ad affrontare una squadra forte, ma non è la gara della vita. Giochiamo con criterio e rispettiamo gli avversari. Queste gare ci devono portar a questo miglioramento, ci aiutano ad avere più esperienza, il vissuto ti fa raggiungere l’esperienza giusta e domani affrontiamo una squadra che gioca un calcio difficile da affrontare. Ma la crescita nostra passa da queste partite. La cosa che affascina di più è quando entri a Milanello e a San Siro, ma il fascino e l’organizzazione è impeccabile. I giocatori che vengono qui notano tutto questo, i giocatori hanno il dovere di riportare il Milan in alto“.

A proposito, invece, dei giocatori che scenderanno in campo allo Stadio Atleti Azzurri d’Italia:
La squadra sta bene, ieri non c’era Abate perché ha avuto un virus ma gli altri stanno bene. Stiamo provando qualcosa di diverso, abbiamo bisogno di recuperare in un certo modo e ci sta portando dei buoni frutti questa gestione. Quando giochi col 4-3-3 gli inserimenti delle mezzali sono fondamentali, sono bravi sia Calhanoglu che Paquetà a cambiarsi le posizioni. Ma dobbiamo migliorare ancora di più, perché ad esempio Inter, Lazio e Atalanta lo fanno sistematicamente. Gli interpreti sono diversi ma per le qualità di Paquetà lo possiamo fare bene. Forse Bakayoko si può provare mezzala, Biglia deve stare in zona centrale. Oppure giocare con due centrocampisti, ma tra i due è più Bakayoko che può cambiare posizione. Suso? Faccio l’allenatore, né l’agente né il direttore sportivo. Per quello che mi ha dato direi che merita il rinnovo, ma è una cosa societaria. Da parte mia c’è grande rispetto per Suso perché ci sta dando tanto. Rodriguez e Calabria hanno voglia di lavorare e di migliorare. Poi non mi piace parlare di intoccabili, perché il campo parla e nella stagione si può sempre cadere in momenti negativi. Romagnoli è un capitano giovane, 24 anni, sta crescendo molto, anche sotto l’aspetto di essere capitano del Milan. Si fa rispettare e mostra coerenza, deve continuare su questa strada qui. Per indossare la fascia ci vuole coerenza e responsabilità. Piatek? Mi aspettavo un giocatore così, non ama parlare e dice poche parole. Mi dà la sensazione di uno che si stufa nel riscaldamento prima della partita perché vuole subito giocare, con Zapata dell’Atalanta si assomiglia molto come giocatore. Come qualità fisiche e tecniche. Zapata però domani ci può mettere in grande difficoltà. La fortuna dell’allenatore è quando ci sono 7-8 giocatori che hanno grande coerenza e sono li che rompono le scatole per migliorare, i gruppi importanti nascono dal rispetto e dal fatto di non essere permalosi. E ultimamente sono contento perché vedo i ragazzi che si prendono le responsabilità“.

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