Lazio, Strakosha suona la carica: “Obiettivo scudetto, Inzaghi ha un merito. Ripresa? Vi dico la mia”

Lazio, Strakosha suona la carica: “Obiettivo scudetto, Inzaghi ha un merito. Ripresa? Vi dico la mia”

Le dichiarazioni rilasciate dal portiere albanese: “Non è stato facile diventare il portiere della Lazio a vent’anni, non me lo sarei mai aspettato”

Parola a Thomas Strakosha.

Diversi sono stati i temi trattati dal portiere della Lazio, intervistato ai microfoni di ‘Lazio Style Channel’: dalla sua condizione fisica, con l’estremo difensore albanese che nei giorni scorsi ha subito una frattura da stress al quinto metatarso, agli obiettivi della squadra allenata da Simone Inzaghi in vista della possibile ripresa del campionato.

“Fortunatamente sto tornando a disposizione dopo un piccolo problema. La situazione è molto migliorata, stiamo aspettando solo la data di ripresa della Serie A. Mentalmente non abbiamo staccato, il calcio è la nostra vita ed è uno sport che tiene unite tante persone. Non bisogna mai smettere di sognare, il nostro obiettivo era la qualificazione per la Champions League, ma adesso vogliamo vincere il campionato. Non pensavamo di poter essere in lotta per lo Scudetto. Passo dopo passo abbiamo notato dei miglioramenti all’interno della squadra, abbiamo iniziato a crederci dando il massimo per provare a raggiungere un nuovo obiettivo. Abbiamo grandi qualità, sarà importante ritrovare la forma fisica migliore per farci trovar pronti soprattutto nelle prime gare dal momento della ripresa. L’importante sarà star bene e gestire al meglio tutta la rosa, perché giocare ogni tre giorni a luglio e ad agosto sarà molto dispendioso. La squadra è cresciuta sul piano mentale, perché tecnicamente si era visto da subito che avevamo qualità. Mister Inzaghi ci ha portato fiducia, ci ha fatto credere in noi stessi. Vogliamo ancora migliorare, non dobbiamo mai smettere di crescere”, sono state le sue parole.

“Sono sempre stato una persona tranquilla, non parlo molto perché voglio trasmettere tranquillità ai miei compagni di squadra. Serviva tempo per trovare il nostro gioco, ci stiamo prendendo dei rischi importanti, ma in questo modo riusciamo a far divertire la gente ed a creare tante occasioni. Mi piace molto toccare il pallone durante la partita, mi tiene vivo in partita. In questo modo riesco a divertirmi ed a sentirmi parte della squadra. Sono coinvolto di più nella manovra, ma gli allenamenti non sono cambiati. Se la squadra vince sono felice, voglio solo migliorarmi. Riesco a comprendere le cose che svolgo bene, ma anche a criticarmi. Si è creata una vera famiglia anche perché non sono cambiati tanti giocatori durante questo ciclo, c’è stata continuità nel gruppo. Spero che al termine del campionato la Lazio sarà la miglior difesa della classe, stiamo giocando l’uno per l’altro ed il merito è anche dei nostri tecnici che ci hanno trasmesso questo spirito. È importante poter contare su dei calciatori che riescono a cambiare le partite da soli, sapere che ci sono compagni in grado di ricevere il pallone in mezzo a quattro calciatori ti dà più sicurezza. Vorrei dare un contributo maggiore alla mia Nazionale, per questo motivo devo ancora migliorarmi. Ormai sono abituato al 3-5-2 per come giochiamo il pallone, per noi è più facile trovare delle soluzioni con questo sistema di gioco. Stiamo continuando a lavorare sotto ogni punto di vista. Non è stato facile diventare il portiere della Lazio a vent’anni, non me lo sarei mai aspettato. Per me è un privilegio che non capita a tutti, ne sono molto felice. Mi sto godendo al meglio ogni partita perché è bellissimo”, ha concluso il classe 1995.

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