Lazio-Roma, Parolo: “Il derby è energia, vi racconto i miei prepartita e riti scaramantici…”

Le parole dell’esperto centrocampista della Lazio, Marco Parolo, in vista del derby capitolino contro la Roma

Marco Parolo si racconta prima del derby capitolino.

L’esperto centrocampista della Lazio ha parlato ai microfoni di DAZN in vista del match di sabato sera che vedrà i biancocelesti affrontare gli eterni rivali della Roma nella storica stracittadina, valevole per il torneo di Serie A. Di seguito le dichiarazioni rilasciate dal numero 16 della formazione laziale sull’argomento.

Nella settimana del derby a Roma cambiano gli occhi delle persone. Si trasformano, diventano adrenalinici, qualcosa di molto intenso e quando poi vieni a vivere qui, in qualche modo lo fai tuo. Una parola per definire il derby? Energia, perché è una partita che ti prosciuga, se fossi un tifoso a fine derby avrei bisogno di tre giorni di riposo. Riti scaramantici? Nel derby c’è una playlist, magari nelle altre partite no. Il supporto dei tifosi? Il mio primo derby è stato incredibile, abbiamo fatto riscaldamento sotto la Curva. L’energia che mi ha dato è indescrivibile. Da lì ho capito cosa significa essere della Lazio. Sentire l’inno cantato da così tanta gente dà una carica incredibile. Una delle cose più belle del calcio. Cosa faccio prima del fischio d’inizio? Penso a mio nonno che non c’è più. Diceva che ero una puntina, perché calciavo sempre di punta. E allora mi dico ‘speriamo di calciare di punta e fare gol’.

Sensazioni in vista del derby? Lo senti anche quando fai il riposino pomeridiano: certi giorni dormi due ore e nemmeno te ne accorgi, il giorno del derby massimo una mezz’oretta, sei molto più adrenalinico. Non puoi capire la città se non vivi almeno un derby. Critiche? È giusto che la gente critichi, fa parte del nostro mondo, ma tu devi saper tenere un tuo equilibrio. Ricordo il primo anno di Pioli, contro la Sampdoria in casa durante il riscaldamento avevo sentito qualche fischio per dei tiri fuori, poi in partita ho segnato e a fine stagione sono arrivato a 10 gol. Sono momenti in cui devi saper tirare fuori qualcosa in più. I compagni di Nazionale romanisti? Nella settimana del derby non si sente nessuno. Ci si saluta a fine partita, poi succede sempre che chi vince va a salutare quello che perde, che chiaramente non ha voglia di salutarlo. Lo scambio di maglie? Io sono un po’ reticente a farlo in campo. Preferisco farlo negli spogliatoi, sotto la curva preferisco andare con la maglia della Lazio“.

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