Perinetti-Mediagol: “Lotta scudetto, tutto su Inzaghi, Conte e Sarri. Milan? Ecco le ragioni della crisi. L’Atalanta…”

Perinetti-Mediagol: “Lotta scudetto, tutto su Inzaghi, Conte e Sarri. Milan? Ecco le ragioni della crisi. L’Atalanta…”

L’intervista esclusiva concessa dall’ex dirigente di Roma, Palermo e Genoa, Giorgio Perinetti, alla redazione di Mediagol.it

Dirigente esperto e dalle competenze trasversali, che ha ricoperto un ruolo di prestigio e riferimento per numerosi club di Serie A.

Giorgio Perinetti ha alle spalle una lunga e considerevole carriera. Ex dirigente di top club come Roma, Juventus e Napoli, ma anche di piazze importanti in cerca di rilancio che ha contribuito a riportare in auge, come nel caso di Venezia Palermo. Un anno fa l’interruzione dell’avventura nel ruolo di direttore generale del Genoa e, oggi, l’attesa di una nuova stimolante opportunità lavorativa. Intanto, però, il mondo del calcio e dello sport in generale si è fermato a causa dell’emergenza sanitaria legata alla diffusione del COVID-19.

Il dirigente romano ha analizzato nel corso di un’intervista esclusiva concessa alla redazione di Mediagol.it l’avvincente stagione attualmente sospesa in Serie A, soffermandosi in particolare sulla lotta scudetto.

“È certamente il campionato più bello degli ultimi anni, pieno di campioni e con una lotta scudetto agguerrita come non si vedeva da molto tempo. Una corsa a tre per vincere il campionato, partite emozionanti sia per raggiungere le qualificazioni europee che per la salvezza e l’Atalanta di Gian Piero Gasperini che stava incantando tutti giocando un gran calcio e raggiungendo ottimi risultati. Purtroppo il fato ha interrotto questa meravigliosa stagione che sarebbe sicuramente stata incerta e avvincente fino all’ultima giornata. Sarri, Conte o Inzaghi? Nel calcio non c’è mai una verità assoluta, sono tutti tecnici con caratteristiche diverse e che stanno sfruttando al meglio i calciatori che hanno in rosa. Stanno facendo tutti benissimo, Conte ha avuto un impatto importante a Milano, Sarri ha avuto buonsenso non stravolgendo la Juventus e capendo che alcuni dei suoi giocatori non erano adatti al suo verbo calcistico; mentre Inzaghi sta facendo un lavoro strepitoso, con una società che da anni fa investimenti mirati non cedendo mai i suoi talenti più  forti, valorizzando sapientemente la sua rosa, numericamente non troppo estesa. La Lazio, non dovendo giocare le coppe europee, avrebbe avuto sicuramente  grandi chance di vincere lo scudetto facendo ogni settimana un lavoro mirato e rendendosi quindi molto insidiosa per le altre due contendenti. La crisi del Milan?  I rossoneri sono entrati in difficoltà negli ultimi anni della gestione Berlusconi-Galiani, poi i continui cambi di allenatore causati da situazioni di classifica sempre meno rosee non hanno favorito il miglioramento di tale contesto. In seguito al cambio di proprietà sono stati spesi molti soldi senza però creare una vera identità e una struttura base su cui costruire un futuro, nonostante l’arrivo di tanti buoni giocatori. Si sono avvicendati troppi dirigenti, da Mirabelli a Leonardo fino al duo Maldini-Boban, troppi cambiamenti che hanno fatto smarrire al Milan la strada maestra verso l’elite del panorama calcistico internazionale della quale la società milanese ha sempre fatto parte. Atalanta? È una società ben condotta dalla famiglia Percassi, con Sartori che è un bravissimo direttore sportivo e la presenza di tanti giocatori che Gasperini è andato ad allenare e a migliorare , sia dal punto di vista del senso del collettivo che sotto quello individuale. Gasperini è un tecnico formidabile e ha trovato a Bergamo l’ambiente ideale per esprimere al meglio la sua idea di calcio, accompagnato da una società che gli lascia sempre tanto tempo e spazio per lavorare quotidianamente. È un ambiente fantastico, moderno e coeso, con un allenatore bravissimo e una società che sa individuare alla perfezione ciò che serve alla propria squadra per migliorare, sotto tutti gli aspetti, tra cui la scelta di giocatori come Ilicic, a Palermo molto discontinuo, ma sicuramente un divenuto progressivamente un campione”.

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