Le interessanti dichiarazioni del portiere dell'Atletico Madrid

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Jan Oblak, portiere dell'Atletico Madrid, è stato nominato per il premio di miglior portiere del mondo insieme ad Allison (Liverpool) e Manuel Neuer (Bayern Monaco).

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L'estremo difensore sloveno sta confermando quanto di buono fatto intravedere nella passata stagione.  Nel corso di un'intervista rilasciata alla Fifa ha parlato dei suoi inizi di carriera e della sua avventura coi Colchoneros.

Oblak  inoltre ha raccontato di come amasse molti sport, ma la sua testa è sempre stata focalizzata sul diventare un portiere di calcio: "Ho praticato molti sport da bambino, ma il calcio è sempre stato la mia priorità. Mio padre giocava, anche se non da professionista. Era un portiere e io lo imitavo e volevo essere come lui. Per questo ho voluto fare il portiere fin da piccolo. All'inizio ho giocato qualche partita come attaccante, ma ho sempre voluto rimanere in porta".

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Il portiere dell'Atletico Madrid è annoverato tra i migliori estremi difensori d'Europa e da bambino aveva tanti idoli tra i quali il proprio papà: "Quando ho guardato le partite dei grandi in Europa, ho notato i portieri. E siccome la forma di un giocatore non è sempre la stessa ogni anno, forse un anno mi piaceva Buffon, un altro anno Casillas, Schmeichel, Dida. Tutti quelli che ammiravo, ma il mio primo idolo è stato mio padre".

Infine l'estremo difensore sloveno non può esimersi dal ringraziare per il grande calore e l'affetto i tifosi dell'Atletico Madrid: "All'inizio quando sono arrivato ho passato dei mesi difficili, ma quando ho iniziato a giocare da titolare ho sempre sentito l'affetto della gente. So che le persone mi stimano e sono qui per aiutare l'Atletico. Un calciatore non sa mai quanto tempo resterà in un club, ma io sono qui da sette anni e finora è andato tutto bene. Tutto è più facile quando i tifosi ti amano, perché ti dà fiducia e ti aiuta ad ottenere il meglio da te stesso".

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