Europa League, Manchester United-Roma: la semifinale vale una stagione. Fonseca vs Solskjaer per volare a Danzica

La semifinale di Europa League deciderà le sorti della stagione giallorossa

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Di Nicolò Cilluffo.

Cuore, passione, unità d’intenti. Spirito di sacrificio, abnegazione, grinta.

Il profumo della gloria, il sapore di un sogno che si fa spazio tra le crepe tangibili di una stagione. L’odore del successo, la magia di una delle competizioni più importanti del nuovo continente. L’orgoglio di essere italiani, la fiera consapevolezza di rappresentare un intero paese. Tutto questo sarà Manchester United-Roma: semifinale di Europa League in cui la squadra di Paulo Fonseca tenterà l’impresa nella magia dell’Old Trafford.

La doppia sfida tra i Red Devils e la franchigia giallorossa decreterà la prima finalista che andrà a sfidare la vincente tra  Villareal e Arsenal. L’andata del big match è prevista per giovedì 29 aprile alle ore 21.00 nella fredda cittadina di Manchester. Il ritorno nella Penisola: nella patria della Carbonara, nella terra del Colosseo, nella culla di Giulio Cesare, nella casa del patriottismo e Capitale italiana: giovedì 6 maggio alle ore 21.00 in quel di Roma.

Centottanta minuti che valgono una stagione. Due partite che, potenzialmente, godrebbero di una meravigliosa cornice di pubblico, qualora le due rispettive tifoserie potessero varcare i cancelli dell’Old Trafford prima e dello Stadio Olimpico poi.

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Era la notte del 10 Aprile 2018. Era la notte dei desideri, quella in cui cadono le stelle e si sogna in grande.

Nella Capitale una brezza estiva pettinava dolcemente le zolle del manto erboso dello Stadio Olimpico. Era Roma-Barcellona, quarti di finale di Champions League. L’andata in Catalogna – terminata quattro a uno in favore dei blaugrana – lasciava presagire l’appendice dell’apoteosi di Lionel Messi e compagni anche in terra giallorossa. La paura sopraffatta dall’orgoglio di rappresentare i tanti cuori che battevano tutti alla stessa frequenza per quella Roma di Eusebio Di Francesco. Gol di Edin Dzeko dopo cinque minuti di gioco, nella ripresa raddoppia Daniele De Rossi dal dischetto e nel finale Kostas Manolas vola in cielo a prendersi la gloria e cala il tris, regalando emozioni che solo questo sport può regalare. La Roma plana così in semifinale di Champions League ed era dal 1983/84 che la compagine giallorossa non raggiungeva tale traguardo.

Adesso, la competizione non è la stessa, un pò meno probante e blasonata,  forse. Alcuni interpreti sono cambiati, lo staff tecnico è stato sostituito.

Una cosa è rimasta pressoché invariata: la voglia di far risplendere il sole nella Capitale, le spalle larghe di chi si carica onori ed oneri dell’Italia calcistica, la voglia di tingere il cielo di giallo e di rosso. Come fosse un tramonto dopo una calda giornata estiva: mix di colori, emozioni e sapori. L’attesa sta per finire, è il momento di concentrarsi, fugare i timori, nutrirsi di ambizione, amor proprio e adrenalina. Istanti che ti porti dentro per sempre, la partita la giochi per come la vivi.

Annata travagliata per la Roma di Paulo Fonseca. In Serie A rendimento incostante e grandi difficoltà con le big del massimo campionato italiano. Quattro punti su trentatré disponibili: il ruolino di marcia del team capitolino contro le squadre più attrezzate della competizione. E’ una Roma piccola con le grandi. O meglio, una Roma troppo poco grande contro le rose che ambiscono agli stessi obiettivi dei giallorossi. I punti lasciati per strada sono tanti e rischiano di pesare non poco in chiave qualificazione alla prossima Champions League. La compagine giallorossa si trova attualmente al settimo posto in classifica e il rischio di rimanere fuori dalle coppe è concreto e tangibile. Anche per questa ragione è plausibile che i maggiori sforzi siano, ormai, esclusivamente profusi nel match contro il Manchester United.

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Il cammino della Roma in Europa League è partito, sin da subito, con il piede giusto. Girone dominato sulle rispettive avversarie: Young Boys, CFR Cluj e CSKA Sofia. Primato nella classifica del Gruppo A conquistato a suon di gol: quattro vittorie, un pareggio ed una sconfitta. Ai sedicesimi di finale il Braga: vittoria sul velluto in Portogallo per due reti a zero, il ritorno allo Stadio Olimpico la formazione di Fonseca lo stravince tre ad uno. Agli ottavi di finale l’insidia Shakhtar Donetsk: il team di Luís Castro era riuscito a fermare per ben due volte l’Inter di Antonio Conte nella fase a gironi della massima competizione europea. La Roma, però, riesce ad incanalare subito la doppia sfida nei propri binari con i tre gol rifilati all’Olimpico dalla franchigia Capitolina alla squadra ucraina. Il ritorno in terra straniera termina due ad uno per Dzeko e compagni.

Ed ecco che, come un fulmine a ciel sereno, il primo grande ostacolo si presenta per intaccare il cammino europeo della Roma di Fonseca.

Ai quarti c’è l’Ajax: squadra giovane, forte e piena di talenti. Una delle rose più promettenti del panorama europeo e, soprattutto, la compagine che aveva eliminato la Juventus dalla Champions League nell’annata 2019-2020.  Premesse che assegnano decisamente i favori del pronostico ai lancieri. Il verdetto del campo sovvertirà, però, ogni previsione della vigilia.  La Roma va a vincere due ad uno nei Paesi Bassi: reti di Lorenzo Pellegrini e Roger Ibanez. Il ritorno la squadra giallorossa non lo affronta in maniera particolarmente propositiva e rischia, in più occasioni, di subire un’imbarcata olandese che avrebbe sancito la cocente eliminazione dall’Europa League. Quando il gioco si fa duro, Edin Dzeko inizia a giocare. Il bomber bosniaco, da vero trascinatore,  si trasforma nel Cigno di Sarajevo firmando la rete che manda in estasi un intero popolo. Roma in semifinale: sul cammino di Fonseca adesso ci sono i Diavoli di Manchester, una della compagini più blasonate del nuovo continente, la squadra che ha alzato al cielo ben tre Coppe dei Campioni.

Chiudere gli occhi, tarare al meglio tensione, stimoli ed energie, credere nelle proprie potenzialità. Inseguire la finale di Danzica, sognare di calcare il terreno del Gdansk Stadium, godersi ogni istante di una delle notti europee che sin da bambino sogni di vivere. L’attesa è finita, si scende in campo, si lotta con orgoglio, passione e voglia di superare i propri limiti. Davide contro Golia, pronti a gettare il cuore oltre l’ostacolo.

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