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Empoli, Corsi: “Ognuno se la canta per sé, c’è 50% di possibilità di ripresa. Situazione all’estero? Vi dico la mia””

EMPOLI, ITALY - DECEMBER 22: Fabrizio Corsi president of Empoli FC during the Serie A match between Empoli and UC Sampdoria at Stadio Carlo Castellani on December 22, 2018 in Empoli, Italy.  (Photo by Gabriele Maltinti/Getty Images)

Fabrizio Corsi, numero uno dell'Empoli, ha commentato la complessa situazione relativa alla possibile ripresa del campionato di Serie B

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Vige ancora incertezza in merito alla possibile ripresa dei campionati di calcio italiani.

Mentre alcuni Paesi europei - come Francia Belgio - hanno già preso una decisione definitiva in relazione al futuro delle loro competizioni, decretando la chiusura anticipata e la cristallizzazione delle classifiche, ed altri come la Germania e l'Inghilterra stanno valutando tempi e modalità tramite cui avviare la ripresa, in Italia, come in Spagna, non si ha ancora la certezza che i tornei potranno riprendere. Un dubbio che da settimane affligge non soltanto la massima serie, ma anche il campionato di Serie B, che non ha ancora ricevuto novità in merito al proprio futuro.

Fabrizio Corsi, patron dell'Empoli, ha analizzato la questione ai microfoni di Radio Bruno Toscana:  “I costi relativi al protocollo possono rappresentare un problema. E’ una situazione difficile da decifrare, bisognerebbe inquadrare le cose per ogni singola realtà. Ognuno se la canta come vuole, mi sembra che le linee guida devono essere trattate dal consiglio di Lega B e poi in assemblea altrimenti ognuno dice la sua. Credo che ci possa essere la possibilità del 50% di poter giocare, dipende anche da cosa emergerà dal protocollo che ci verrà presentato: mi auguro venga fuori un accordo tra le parti".

Il presidente del club toscano, inoltre, ha detto la sua in merito alle misure adottate dagli altri paesi europei: "Lasciatemi dire che nei paesi più evoluti, penso alla Germania, il problema viene affrontato come in ogni altra azienda. Le grandi ditte se hanno un positivo chiudono? Il mestiere del calciatore è da privilegiati ed anche in questo senso tanti altri lavori sono più rischiosi, considerando anche le precauzioni che verranno prese nel calcio. Se si gioca in Serie A e non in B prevedo un grande numero di ricorsi dato che la cadetteria eventualmente può anche allungare un po’ i tempi non avendo l’urgenza di chiudere e giocare anche una settimana in più. Si pronuncerà il Governo ma vedo che all’estero, anche per la riapertura delle scuole che è più importante del calcio, tanti paesi sono avanti a noi. Credo che anche in B come in A ci sia chi preferisce fermare il campionato perché ne trae vantaggio, poi c’è anche un problema televisivo. In Francia prima della chiusura del Governo – ha concluso Corsi – è stato trovato un accordo: in Italia credo si creerebbe un grande caos con 5-6 società di Serie A e 8-10 di B che avrebbero grossi problemi se mancasse l’ultima rata".