Portogallo-Spagna, Traoré e le rivelazioni sul suo fisico: “E’ una questione di genetica, ecco il perché”

Adama Traoré racconta tutti i retroscena sulla sua condizione fisica

Corsa, muscoli… e qualche trucco del mestiere. Non solo l’exploit in campo, 6 gol e 9 assist nell’ultima stagione con il Wolverhampton e mercoledì il debutto con la Spagna. Adama Traoré è diventato un simbolo, non solo all’interno del terreno di gioco, ma anche fuori: ieri prodotto della cantera del Barça incline agli infortuni, oggi ‘ala-culturista’ della Premier League. “Quello che conta è conoscere il proprio corpo e adattare l’allenamento alle proprie condizioni“, il giocatore ha raccontato in un’intervista ad AS all’indomani dell’amichevole contro il Portogallo.

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Per Traoré ‘la svolta’ è stata proprio dovuta a quei lunghi stop. “Ho cambiato il mio fisico per necessità“, rivela lui. “A 15 anni ero pieno di problemi al ginocchio, le tendiniti che non mi lasciavano in pace. Facevo fatica a giocare e a sfruttare la mia velocità. Così ho iniziato a lavorare in palestra, guadagnando massa attraverso un lavoro specifico per evitare nuovi infortuni“.

Risultati oggi sotto i riflettori: “Ma non faccio pesi“, giura Traoré.La mia genetica è così e mi fa crescere i muscoli rapidamente. Mi alleno secondo una scaletta molto ‘core’: esercizi per il busto, articolazioni e addominali. Poi ci vogliono anche tanto riposo, una buona idratazione e la giusta dieta“. Quella di Adama? “Mi affido alla mamma: un mix fra paella e piatti tipici del Mali – Il paese di origine di Traoré, anche se lui ha scelto la Spagna -: “Ho apprezzato la loro convocazione e non posso negare le mie radici africane. Ma sono nato a Hospitalet, in Catalogna. Ho sempre giocato nelle categorie inferiori della Roja, mi sento spagnolo e sono orgoglioso di aver debuttato in prima squadra“.

Sgusciando via dagli infortuni. Anche quando la palestra non basta: dopo aver subìto quattro lussazioni alle spalle nell’ultimo anno, Traoré ha deciso di cospargersi il corpo di un unguento per bambini prima di ogni partita per sfuggire alle trattenute degli avversari. La Faccenda dell’olio? “era un segreto, ma ormai la conoscono tutti. Anche se nessuno mi prende più!“.

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