Maradona: “Senza Messi siamo fottuti. Tevez? Più facile contattare Donald Trump!”

L’intervista al Pibe de Oro: “Dentro mi sento ancora un allenatore di calcio, l’erba dei campi mi attrae come il profumo di una bella donna. Su Messi, Tevez e Veron…”

Diego Armando Maradona a tutto campo e, come sempre, senza mezzi termini.

Intervenuto nel pomeriggio sulle frequenze di Radio Rivadavia, il Pibe de Oro ha esordito sottolineando l’importanza di Leo Messi per la Nazionale Argentina, specialmente alla luce della performance offerta ieri sera durante il Clasico disputato al Santiago Bernabeu e vinto dal Barcellona grazie alle prodezze del suo numero 10.

Messi non sarà a disposizione dell’Albiceleste per le prossime tre partite (una gara l’ha già saltata) per la squalifica comminata meno di un mese fa per insulti all’assistente dell’arbitro. Contro l’Uruguay (in programma il 31 agosto 2017), il Venezuela (da disputarsi il 5 settembre 2017) e il Perù (5 ottobre 2017), l’Argentina dovrà cavarsela senza il proprio asso. Stando così le cose, le speranze di qualificazione ai Mondiali della Nazionale Albiceleste sono ridotte al lumicino. “Sì, senza Messi siamo fottuti!“, ha detto Maradona quest’oggi. “Se mi prospettate la possibilità del ripescaggio, firmo già adesso”.

“L’Argentina deve fare un bel bagno di umiltà”, ha proseguito il Pibe de Oro che sulla possibilità di vedere Jorge Sampaoli sulla panchina della Nazionale si è limitato a dire: “Il suo è un nome molto… gonfiato!

Quindi l’ennesimo attacco a Juan Sebastian Veron (qui i precedenti): “Non è affatto qualificato per diventare Direttore delle Selezioni Nazionali. Serve saper insegnare e saper scegliere bene i calciatori“.

Ben diversi i suoi rapporti con Carlos Tevez che attualmente veste la maglia dello Shanghai Shenhua: “E’ da molto che non ci sentiamo, ma vorrei parlargli. Purtroppo, vedete – ride – ora come ora è più semplice comunicare con Donald Trump che con Tevez“. Ultima chiosa sul suo futuro: a Maradona è stato chiesto quanto sia possibile un suo ritorno ad allenare una squadra. “Dentro – risponde Maradonami sento ancora un allenatore di calcio, l’erba dei campi mi attrae come il profumo di una bella donna“.

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