Slovacchia shock: muore giovane calciatore, è precipitato dal settimo piano

Tragedia in Slovacchia: un giovanissimo giocatore della Nazionale (non ancora maggiorenne) è precipitato dal settimo piano

Notizia sconvolgente, quella che proviene direttamente da Ruzomberok, a circa 250 chilometri a Nord-Est da Bratislava (Slovacchia).

Un calciatore nel giro delle giovanili della Nazionale slovacca (Adrian S., le generalità diffuse ad ora) è deceduto in queste ore, precipitando dal settimo piano di un edificio adibito a dormitorio per lui e i suoi giovani compagni di squadra. Trasportato nell’ospedale più vicino, per lui non c’è stato più nulla da fare, come confermato pochi istanti fa dal portavoce dell’ospedale di Ruzomberok, Petra Diskova. La Federazione Slovacca, nel diramare il comunicato relativo alla morte del ragazzo, ha sottolineato come si stia indagando sull’accaduto.

Venerdì Adrian S. si è allenato normalmente, né i compagni di squadra né nessun altro avrebbe potuto immaginare che oggi non sarebbe stato presente alla partita. E’ accaduto qualcosa di incomprensibile: Adrian S. è precipitato dal settimo piano riportando gravissime ferite e mettendo in pericolo la sua vita. Nonostante i grandi sforzi dei medici, il giovane è stato trasportato all’ospedale militare centrale SNP di Ruzomberok sabato pomeriggio. Il portavoce dell’ospedale, Petra Diskova ha poi affermato al quotidiano Nový čas che ‘Ha ceduto alle molteplici ferite’. La causa della tragedia non è nota. La polizia ha escluso che si coinvolto un altro soggetto, la causa della tragedia non è nota. Il 3 gennaio 2020, Adrian sarebbe diventato maggiorenne. L’incontro presso la Lega Giovanile Ružomberok – Senica è stato rinviato dopo la tragedia. La Federcalcio slovacca esprime le sue più sentite condoglianze alla famiglia“.

Anche il ct dell’Under 18 della Slovacchia, Stanislav Macek, ha cercato di trovare le parole giuste per descrivere quanto accaduto: “Mi dispiace, è difficile trovare le parole per descriverlo. Mi ha colpito così dolorosamente che ancora non so come gestirla. L’ultima volta che siamo stati insieme in ritiro per una partita contro la Romania era un ragazzo normale, un calciatore di talento. Era tra i possibili convocati per la trasferta in Montenegro, quindi ci eravamo già messi d’accordo con il suo club di appartenenza“.

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