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Emergenza Coronavirus, Malagò: “Serie A? Difficile sapere cosa accadrà. Sull’Europeo vi dico che…”

Il presidente del CONI si è soffermato sul delicato momento che sta vivendo l'Italia e il calcio intero a causa dell'emergenza sanitaria da Coronavirus

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Incertezza è la parola chiave di questi giorni.

La sospensione di tutti i campionati di calcio nazionali ha gettato luci ed ombre sulle modalità di ripresa, una volta terminata l'emergenza sanitaria nazionale da Coronavirus che sta affliggendo il Bel Paese. In una lunga quanto trasparente intervista apparsa sulle pagine rosa della Gazzetta dello Sport, Giovanni Malagò, attuale presidente del Comitato Olimpico Nazionale Italiano - CONI -, si è esposto in merito alla situazione in cui versa la Serie A e il resto dei campionati cadetti e dilettantistici del territorio italiano.

STOP AL CALCIO: "Abituarsi a questa assenza è un problema per tanti. Ma questo è marginale, ed è persino riduttiva questa parola rispetto a quello che stiamo vivendo. Proviamo quasi vergogna a occuparci di tutto questo. Ora ci sono altre emergenze, altri problemi, altre situazioni, e ci sono da rispettare tutte le indicazioni che possono aiutare a fermare il virus".

TUTTO LO SPORT SIFERMA: "Il premier Giuseppe Conte e il ministro per lo sport Vincenzo Spadafora si sono dimostrati sensibili anche rispetto alla necessità di rispettare gli impegni internazionali delle nostre squadre. Sono certo che questo stop servirà al mondo del calcio per cambiare. Questa cosa provocherà nella coscienza delle persone una convinzione: ci sono cose più importanti del calcio".

FUTURO SERIE A: "Si deve procedere per gradi. In questo momento non si possono dare delle risposte, sicuri di quello che accadrà fra qualche settimana".

MODALITÀ DIALLENAMENTO: "Come fanno, per fare un esempio, rugbisti e judoka in questo periodo. Troveranno dei modi per allenarsi rispettando il metro di distanza l'uno dall'altro, dall'attività aerobica al lavoro tecnico, il tutto con la presenza quotidiana del medico sociale".

EURO 2020: "Non intervengo certo nelle decisioni che spettano alle federazioni internazionali e tantomeno quelle di un singolo sport. Posso solo dire che credo si stia cercando di prendere del tempo. E anch’io faccio il tifo perché le cose possano cambiare in meglio".