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Coronavirus, Lippi: “Italia sii forte come nel 2006. Ritorno in campo? Ho la mia idea”

Marcello Lippi, il commissario tecnico più amato dagli italiani, racconta i suoi giorni di quarantena tra i ricordi nostalgici della sua nazionale

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Parola a Marcello Lippi.

Il commissario tecnico che tutta Italia ha amato e continua ad amare. Laureatosi campione del mondo nel 2006 in Germania, Lippi ha provato a bissare l'ottima esperienza in nazionale anche tra il 2008 e il 2010 ma con scarsi risultati. Nulla che, però, possa eliminare il suo nome dalla storia. E oggi, più che mai, annoverare il suo nome accostandolo a quello di Italia non può che far sollevare il morale e dare forza al popolo del Bel Paese. L'ex ct azzurro, intervenuto ai microfoni de "La Gazzetta dello Sport", ha raccontato come trascorre la quarantena, ma non solo. Tanti, anche gli aneddoti legati legata alla sua carriera.

CALCIO E SALUTE: "Credo che alla fine di tutto vedremo un calcio ridimensionato. Ritorno in campo? Aspetterei prima di arrivare a quota zero contagi, per poi giocare, non so se a porte chiuse oppure no. Ma serve che si arrivi a zero contagiati. E il campionato deve finire: non so quando, ma sono dell'idea che prima che inizi la nuova stagione deve essere portata a termine questa. Niente playoff, niente spareggi, scendendo in campo come era originariamente previsto".

ITALIA: "L'Italia? Nel mondo del pallone ma anche fuori dal contesto-calcio, la voglio forte come si è dimostrata nel 2006. Non eravamo tecnicamente eccelsi, ma eravamo fortissimi. Volevo vincere il Mondiale e chiesi le famose amichevoli contro Germania e Olanda. Andammo ad Amsterdam e vincemmo 3-1, nei corridoi Gattuso ripeteva "ma dove cazzo volete andare...". Poi 4-1 contro la Germania, Schumacher venne a congratularsi nello spogliatoio e i ragazzi lo presero in giro. Eravamo forti, e spero che lo potremo essere ancora. L'Europeo? Mi dispiace che sia stato rimandato, ma faremo benissimo anche nel 2021. Mancini recupererà Zaniolo: potrebbe essere per lui quello che Totti è stato per me".