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LA PRESENTAZIONE

Cagliari, Ranieri: “Dentro un maremoto, chiedo appartenenza. Nainggolan…”

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Il nuovo tecnico del Cagliari si presenta: "Io prometto solo lavoro e voglia"

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"Sono felice ed entusiasta di sedere ancora una volta sulla panchina del Cagliari". Ha esordito così Claudio Ranieri, presentato nella giornata di oggi in conferenza stampa. Diversi i temi trattati dal nuovo tecnico del Cagliari, che ha firmato un contratto che lo legherà al club sardo fino al 30 giugno 2025: dalla scelta di accettare la proposta del patron Tommaso Giulini, ai ricordi legati ai suoi trascorsi in Sardegna, passando per l'obiettivo promozione. Ma non solo...

"Dentro di me ho provato un maremoto. A un certo punto ho levato la parte egoistica, perché egoisticamente sapevo che Cagliari mi ha fatto diventare grande. Immaginate di arrivare in Serie C con mille dubbi a meno di 40 anni e poi fare una cavalcata inimmaginabile. Dentro di me sentivo quei 3 anni come un ricordo da portare in ogni squadra dove sono andato, specie nei momenti difficili. La forza di quell’esperienza mi ha spinto. Vi ricordate il girone d’andata in Serie A? Poi però ci siamo salvati in anticipo. Mi metteva paura il poter sporcare questi ricordi, perché nessuno sa come andrà a finire. Ma poi ho deciso di non essere egoista e di pensare solo al Cagliari. Mi ha scritto il figlio di Riva, la gente mi ha fatto capire quanto mi voleva. E granello dopo granello è crollato quel muro di paure di sporcare il ricordo. Anche Riva è rientrato in società e nessuno si è dimenticato di lui, mi ha detto il figlio. E tutte queste cose mi hanno fatto dire sì", le sue parole.

AI TIFOSI - "Sono grato al presidente e ai tifosi. L’entusiasmo voglio tramutarlo in punti. Ma io sono nato per questo. Sono andato in squadre in difficoltà e ho sempre usato il lavoro come arma. Ho voglia e conoscenza per trovare il meglio in ogni situazione anche in un calcio molto evoluto. Sono contento di iniziare e non vedo l’ora di risentire la spinta del pubblico alle partite. L’entusiasmo ce lo devono dare i calciatori in primis e poi i tifosi. A loro voglio dire: possiamo giocare male, ma stateci dietro. Fischiate e contestate a fine partita ma durante la gara soffiateci dietro. Io lo so per esperienza che affrontare il Cagliari è uno stimolo per tanti, e tutti vogliono batterci. Stateci vicini e noi giocheremo con serietà per vincere".

APPARTENENZA E MERCATO - "Voglio una rosa che senta l’appartenenza dell’isola. C’è l’Atletico Bilbao che ha solo giocatori baschi, io voglio un Cagliari con giocatori che sentano questa maglia. Cosa manca a questa rosa? Ogni giocatore rende in maniera diversa a seconda dell’allenatore. Io voglio prima conoscere bene la squadra che ho a disposizione e poi sceglierò per il mercato. Io voglio giocatori che vogliono stare qua, altrimenti li accompagno fuori. Io voglio dei guerrieri e cercherò dei guerrieri. Parleremo poi con il direttore Bonato, ma ancora è prematuro: non vogliamo sbagliare gli acquisti. Nainggolan? Lui ci tiene, l’agente spinge ma noi ancora non ne abbiamo parlato e non ne sappiamo niente".

OBIETTIVO -"Playoff o vincere subito? Io per carattere voglio sempre tutto e subito. Ma partendo ad handicap io prometto solo lavoro e voglia. Non vedrete mai un Cagliari che si arrende ad una sconfitta. Ho un contratto lungo perché voglio trovare il futuro del Cagliari attraverso i calciatori. Voglio tracciare una linea, ma per me il futuro è subito non tra due anni. Mi sembra una squadra che ancora non si è ambientata nella categoria. Quando scendi di categoria diventi la squadra da battere, tutti ti cercano. Voglio capire se questi ragazzi hanno capito che stanno in Serie B. Dobbiamo lottare ogni singolo centimetro, questo mi aspetto dai calciatori".

MODULO -"Io non ho moduli, li ho usati tutti. Abbiamo due grandi attaccanti e li voglio tenere, vediamo come. Saranno i giocatori a farmi capire se si adatteranno in base alle due punte, se vanno d’accordo. Trovatemi squadre in B che hanno Pavoletti e Lapadula. Io al momento voglio mettere in condizione loro, ma non ho uno schema pre-ordinato. Quando arrivai la prima volta avevo tre centrali di difesa e abbiamo costruito la rosa cambiando spesso modulo ma con l’identità dei calciatori. Spesso bisogna cambiare al volo per sorprendere l’avversario. Poi a volte sbagli, però questo è il calcio. Io voglio il massimo, poi si mette la tecnica. Ma intanto dammi il cento per cento. Credo sarà la sfida più particolare della mia carriera, la sento mia e mi ribolle dentro. Altrimenti non sarei tornato".

LA CLASSIFICA -"La classifica non mente, in qualsiasi categoria. Logico che ci sono due lepri in testa, ed è logico che io voglio prendere le due lepri. Sono lontane ma io mi do quell'obiettivo, non guardiamoci dietro. Poi magari non lo centreremo, ma se non hai ambizione non centri nessun obiettivo. Dai miei voglio il massimo anche in allenamento, io credo che come ti alleni poi giochi. Voglio il massimo da me stesso e da chi sta con me, solo così si ottiene qualcosa. L'entusiasmo è sempre positivo, nelle difficoltà io mi ci butto. Pensate al Leicester. Spesso sono andato per costruire e qui vengo con lo stesso spirito. Porto tutte le conoscenze e darò tutto me stesso. Credo nella società e nei giocatori, loro sono il motore. Io sarò il cuore. Voglio inculcare l’amore per questa società a loro", ha concluso Ranieri.

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