Caracciolo-Mediagol: “La trattativa con il Palermo? Ecco la verità. Santana e Miccoli top, a Brescia con Baggio e Guardiola…”

L’intervista esclusiva concessa da Andrea Caracciolo, ex attaccante di Brescia e Palermo, alla redazione di Mediagol.it

caracciolo

Una parabola professionale in perenne simbiosi con il gol.

Andrea Caracciolo, bomber classe 1981, ha scritto pagine indimenticabili nella storia del Brescia, divenendo. a pieno titolo, icona calcistica simbolo del club lombardo. Ben 179 realizzazioni con la maglia delle Rondinelle, miglior marcatore all time della società oggi di proprietà di Massimo Cellino.

Altre esperienze significative ed importanti nel corso della sua carriera, ma mai comunque comparabili, sotto il profilo numerico e della qualità delle prestazioni, alle magiche stagioni vissute da protagonista assoluto al “Rigamonti”. Attaccante completo, abile nel coprire la sfera, legare il gioco e far salire la squadra, vorace nell’attaccare la profondità e letale all’interno dei sedici metri. La parentesi di Palermo, formativa ed umanamente intensa, ma non esaltante sotto il profilo professionale. Il ritorno sfiorato in rosanero la scorsa estate, il legame con tanti elementi cardine dell’attuale società siciliana, da Boscaglia a Sagramola e Castagnini, passando per i tanti ex compagni di squadra oggi tesserati per il club di Hera Hora. Un affascinante viaggio virtuale tra passato, presente e futuro per il bomber oggi al Lumezzane, nel corso dell’intervista esclusiva concessa alla redazione di Mediagol.it.

Sono contento di quello che ho fatto in carriera a Brescia anche perché adesso è la città in cui vivo io insieme alla mia famiglia, poi magari c’è la consapevolezza che avrei potuto fare qualcosa in più anche fuori da qui. Non l’ho fatto perché evidentemente, caratterialmente, non ero portato. Vicino al ritorno al Palermo la scorsa estate? Ho un bellissimo rapporto sia con Castagnini che con Sagramola due ottimi dirigenti con i quali ho condiviso un importante trascorso professionale a Brescia. Ho rivolto ad entrambi un grande in bocca al lupo non appena si insediarono a Palermo perché sono persone che stimo. Da questo augurio è nata questa sorta di trattativa, dove io ammetto di essermi fatto prendere dall’entusiasmo subito, sarei tornato volentieri a Palermo per fare quei gol che non ero riuscito a realizzare negli anni della Serie A. L’unica cosa che mi ha frenato era il contratto allora in essere con la Feralpisalò, con il patron Pasini avevo anche un accordo morale. Alla fine ha prevalso il buon senso e la correttezza, non mi sono dunque sentito di andare dal presidente della FeralpiSalò e dirgli che volevo andar via. Ho davvero un bel rapporto sia con Renzo Castagnini sia con Rinaldo Sagramola, sono sicuro che un accordo sul piano contrattuale l’avremmo trovato. Non credo sarebbe stato questo il problema, più che altro è stata una decisione presa sotto l’aspetto morale. La voglia di tornare a Palermo c’era anche perché mia moglie è nata nel capoluogo siciliano ed eravamo tutti contenti di poter trasferirci in Sicilia; ripeto che poi ha prevalso la correttezza. Record storico di Santana? Negli anni in cui ero a Palermo in Serie A, Mario era davvero un fenomeno, aveva una tecnica individuale straordinaria, quella capacità di saltare l’uomo con una facilità incredibile, sono contento per lui.  Baggio, Cassano e Miccoli? Ho avuto la fortuna di giocare con calciatori di grande livello su scala mondiale, penso a Pep Guardiola. Mi ricordo quando gestiva la sfera di spalle ed andavo a pressarlo, lui mi prendeva in giro dicendomi che era del tutto inutile, tanto la palla non l’avrei mai presa! Baggio era un mito assoluto per me, un fuoriclasse immenso. Non ricordo se ho mai fatto un discorso con Roby, tanto era il timore reverenziale che avevo nei suoi riguardi. Miccoli un giocatore pura fantasia, piccolino che in campo inventava delle cose allucinanti; guardavi la sua struttura fisica e non gli davi chissà quale credito, poi tirava fuori giocate tecnicamente pazzesche. Brescia? Non posso tirare fuori solo un aneddoto, sono stati 15 anni fantastici e ricchi di tante soddisfazioni. Ogni volta che indossavo quella maglia riuscivo sempre a fare gol. Cosa che con la casacca del Palermo in quei due anni non mi è capitata troppo spesso, tra me e la maglia delle Rondinelle c’era una sorta di magia”.

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