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Paul Baccaglini: “Io, Zamparini e il piano B del Palermo. Agli scettici dico che…”

29 marzo 2017: Paul Baccaglini alla sede di Sicindustria, riceve in regalo una coppola siciliana

L'intervista al presidente del Palermo, Paul Baccaglini, ospite a 'Che Tempo Che Fa' su Rai 3: "Io, Zamparini e il piano B del Palermo. Agli scettici dico che..."

Mediagol23

di Luca Bucceri

"Il risultato di oggi contro il Cagliari? Mi dispiace. Per carità, viva lo sport. Oggi era importante vincere, ma la palla è rotonda. E' così il calcio".

Esordisce così, ospite a Che tempo che fa su Rai 3, il presidente Paul Baccaglini. Presente nel pomeriggio al Renzo Barbera per il match contro il Cagliari, perso per 1-3 dagli uomini di Diego Lopez, il presidente rosanero si è concesso ai microfoni del programma condotto da Fabio Fazio, diversi gli argomenti trattati, dalla salvezza al closing, passando anche per gli stereotipi dell'uomo tatuato.

"Sono stato una Iena per quattro stagioni, ma da un po' mi occupo di finanza. La mia vita è dinamica: ora sono presidente del Palermo, tra un po' diventerò papa e poi andrò alla Casa Bianca (ride, ndr). Sono nato a Chicago, nell'ospedale dove hanno girato ER, infatti mi ha fatto nascere George Clooney (continua a ridere, ndr)". Tra le risate e la serietà il numero uno rosanero non si è tirato indietro nel spiegare ciò che più ha colpito della sua persona nelle prime settimane siciliane, quei tatuaggio che lo etichettano come 'bad boy' dalla poca credibilità: "Di me ha colpito l'estetica? Sì, mi piace raccontare anche una sorta di parallelismo con la città di Palermo. Da un po' combatto con l'etichetta di quello "tatuato". Anche Palermo combatte con l'etichetta. Penso che parallelamente possiamo e potremo vincere questa sfida alle etichette: io, come il Palermo, dovremo essere giudicati per i risultati che portiamo a casa, non per i pregiudizi".

Why Palermo mr. President?La curiosità è tanta, tutti si sono posti questa domanda e il giornalista e conduttore della trasmissione, Fabio Fazio, si è fatto portavoce dei tifosi rosanero e degli addetti ai lavori: "Perché mi è venuto in mente di diventare presidente del Palermo Calcio? La presidenza del Palermo è un'opzione che fino a non troppo tempo fa non era nelle mie priorità. Con Zamparini abbiamo messo in piedi un'operazione molto importante relativa alla riorganizzazione del Gruppo Zamparini, e il Palermo Calcio rappresenta la punta di diamante- ha ammesso- . Zamparini ha visto in me la potenzialità, non solo per portare avanti l'operazione, ma anche per diventare la faccia di questa operazione. Lui, tra i grandi meriti, ha quello di aver scoperto grandi talenti. Mi piace pensare che ha visto in me quel talento che cercava. Mi ha dato così questa opportunità. L'America è molto legata alla Sicilia e a Palermo. Se vai a Little Italy vedi il Rosario, l'Italia e il gagliardetto del Palermo. La cosa incredibile del marchio Palermo Calcio è la seguente: se tu devi creare un oggetto, devi fare tutta una campagna di marketing; mentre per una squadra di calcio, il bacino di utenza già c'è. Voglio portare la squadra a New York? Sì, è nei miei piani".

Oltre i tatuaggi, quello che più ha colpito della situazione Baccaglini è la sua completa 'ignoranza' del mondo calcistico. Sportivo sin da piccolo, professionista nel mondo del Basket, l'italo-americano è stato fin qui lontano dal calcio e dai suoi surrogati, la conoscenza delle regole e dei meccanismi di squadra sono lontane dalle sue competenze. Ma come ogni club sportivo fa, il Palermo ed il calcio in generale richiamano l'attenzione della finanza e del marketing: "Cosa mi piace e cosa mi dispiace del calcio? L'ho detto la prima settimana con gli amici. Abbiamo fatto una prima settimana intensissima, facendo delle cose belle, poi è arrivata la domenica e ti rendi conto che non hai nessun controllo sulla partita e che, anzi, quegli undici giocatori in campo hanno la possibilità di fare o disfare, make or break, tutto ciò che tu hai fatto in una settimana. Se vinci, tutto quello che hai detto è molto più sensato; se perdi, invece, si incrina un po' quel meccanismo- ha continuato Baccaglini- . Io, sotto questo punto di vista, ho in mente di tentare, un po' all'americana, di slegare il marchio di una squadra di calcio dai risultati sportivi. Spesso accade in America che i turisti vadano a vedere una partita di baseball a New York senza capire alcunché di baseball. E che i New York Yankees vincano o perdano, non importa, loro sono contenti lo stesso. Questo accade perché lì lo sport è entertainment".

Closing e salvezza, due mesi di fuoco- Tre le date importanti in casa rosanero nei prossimi mesi, la prima quella del 19 aprile quando Baccaglini renderà nota la SPV (Special Purpose Vehicle o Società veicolo, ndr) che rileverà debiti e crediti dell'U.S. Città di Palermo, poi entro il 30 aprile il closing. Altra data fondamentale sarà quella del 28 maggio, giorno della sfida tra i rosanero e l'Empoli, ancora in ballo la questione salvezza per capire se i siciliani arriveranno all'appuntamento salvi, retrocessi o sarà il match decisivo per le sue compagini. In tutto questo riflettori puntati su Baccaglini e le prossime mosse: "Entro il 30 aprile arriveranno i soldi? Io sto tranquillo, così come il primo a stare tranquillo è Maurizio Zamparini. Con lui c'è un accordo, con lui sono state fatte tutte le procedure necessarie a porte chiuse. Adesso lo faremo anche pubblicamente. Sul finale di stagione dico ai miei giocatori di uscire per stara e sentire il calore di una piazza straordinaria: io l'ho fatto molto in questi giorni. Nella mia vita, gli unici tifosi che mi abbiano mai detto 'Vincere o perdere fa lo stesso, ci interessa solo andare allo stadio e divertirci' sono proprio quelli del Palermo. I calciatori devono capire questa cosa, sentire il calore della gente. Bisogna entrare in campo sentendo questa responsabilità. Il mio piano B? Consiste nel ripartire a testa alta dalla Serie B".