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Polemica

Avellino, “Tutti giudicano, pochi sostengono”. La polemica del ds Di Somma

Avellino, “Tutti giudicano, pochi sostengono”. La polemica del ds Di Somma

Con una nota pubblicata sui propri canali d'informazione, il direttore sportivo del club biancoverde ha espresso tutto il suo rammarico per il poco sostegno dimostrato dai tifosi nei confronti della squadra di Piero Braglia

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L’avvio poco brillante dell'Avellino in campionato ha creato una situazione difficile per tutto l’ambiente irpino. Il Ds Salvatore Di Somma, tra i dirigenti del club finiti al centro delle polemiche, si è preso le proprie responsabilità.

I primi risultati della nuova annata sportiva dei Lupi non hanno lasciato di certo il sorriso sui volti dei giocatori biancoverdi e, soprattutto, su quelli dei propri tifosi. Il tecnico Piero Braglia e lo stesso club campano hanno in più occasioni ribadito la necessità di un cambio di rotta repentino, al fine di evitare di compromettere quella che - ad onore della cronaca - sarebbe dovuta essere la stagione del riscatto.

Complice la formazione di un organico, tecnicamente e tatticamente, non ancora completamente quadrato, l'Avellino ha fatto fatica ad ingranare la marcia corretta nei suoi primi impegni stagionali. Dall'inaspettata eliminazione al secondo turno della Coppa Italia di Serie C fino ai tre pareggi collezionati in altrettanti match di Lega Pro con appena due reti segnate. Un indice chiaro di confusione e sgomento all'interno di tutto l'ambiente biancoverde, nel quale il direttore sportivo Di Somma ha provato a riaccendere la luce.

Con un comunicato pubblicato dallo stesso Ds, Di Somma ha voluto fare chiarezza sulla situazione sportiva della formazione di Braglia, chiedendo - in ragione all'evidente momento di difficoltà della squadra - un sostegno in più ai propri tifosi.

Di seguito la nota pubblicata dal direttore sportivo biancoverde.

Il momento non è dei migliori. Purtroppo la positività al Covid-19 mi costringe, mio malgrado, lontano dalla squadra. Negli ultimi giorni ho visto sui social, sentito in trasmissioni e letto sui giornali tante, troppe cattiverie ed inesattezze nei confronti della famiglia D’Agostino, del sottoscritto, dello staff tecnico, della squadra e di tutti i collaboratori che ruotano intorno alla società e, dunque, nei confronti dell’Avellino.

Per questa ragione ritengo opportuno intervenire con la presente nota per precisare alcuni aspetti che considero rilevanti, anzi fondamentali. In primis, sottolineo che l’unico responsabile delle scelte tecniche, a partire da quella di riconfermare Piero Braglia, per il quale nutro piena fiducia, è il sottoscritto e nessun altro. Mi ritengo fortunato in questo, perchè la famiglia D’Agostino mi ha dato carta bianca e pieni poteri affinchè potessi mettere in piedi il progetto tecnico che avevo in mente.

Con l’allenatore abbiamo scelto i calciatori, con calma ed attenzione, per creare qualcosa di diverso ed alzare l’asticella rispetto allo scorso campionato nel quale già avevamo fatto tanto. Sono soddisfatto dell’organico che abbiamo allestito. Ho fiducia in questi ragazzi e sono convinto che questo momento “negativo” passerà presto.

Probabilmente è proprio la fiducia che in questo momento manca. Fiducia ed unità.  A malincuore oggi riscontro un ambiente frammentato. Tutti giudicano, pochi sostengono. La critica è sempre legittima in ogni ambito, compreso nel calcio ma quando si critica a prescindere, probabilmente in maniera strumentate, per distruggere e non per costruire, non ci sto.

Avellino è la mia seconda casa, la maglia biancoverde la mia seconda pelle. Conosco benissimo questa realtà, o meglio credevo di conoscerla, perchè oggi non la riconosco più.

Quella squadra che tutti ricordano, quella dei tempi della serie A per intenderci meglio, era un gioiello per tutti e guai a chi la toccava! Oggi, invece, in alcuni momenti avverto come la sensazione che qualcuno spera che le cose vadano male per dire: “Avete visto? Avevo ragione!”. Non è così che si va avanti. Non è così che si cresce. Non è così che si vince! 

Il mio non è soltanto uno sfogo, ma un appello a ritornare quelli di una volta. Quelli che amano la propria squadra a prescindere. La sostengono in ogni momento e la proteggono. Se i risultati e gli obiettivi non si raggiungono è giusto anche criticare e contestare ma non dopo tre giornate, non dopo aver raggiunto la semifinale playoff nello scorso campionato. 

Mi auguro che con l’arrivo della prima vittoria questo spiacevole clima sparisca cosicché possiamo iniziare di nuovo a remare nella stessa direzione, nell’interesse esclusivo del nostro amato Avellino. Forza Lupi Sempre!

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