Papu Gomez: “Siviglia come Catania, un giorno tornerò in Italia”. E sull’addio all’Atalanta…

Le dichiarazioni rilasciate dall’ex trequartista dell’Atalanta

Atalanta

“A Bergamo c’è tutto di Papu”.

Parola del Papu Gomez. Diversi sono stati i temi trattati dal trequartista del Siviglia, che ha lasciato l’Atalanta nel corso della sessione invernale di calciomercato dopo sette anni di militanza: dal suo discusso addio alla Dea, al suo possibile ritorno in Italia. Un lungo viaggio terminato nel mese di gennaio a seguito della frattura tra lo stesso calciatore ed il tecnico Gian Piero Gasperini. Il classe 1988 ha così deciso di firmare un contratto con il club andaluso fino al 2024.

“Lì ho lasciato tutto. Avevo grandi offerte, tanti soldi, ma non mi interessavano. Io voglio continuare anche a giocare con la Nazionale. Siviglia? Arrivare qui è stata la scelta giusta, poi la città e il clima mi ricordano i tempi di Catania. L’Italia è la mia seconda casa, è come la mia Argentina. Non so cosa succederà, ma penso che tornerò in Italia, un giorno”, ha dichiarato ai microfoni di Sky Sport 24.

L’ADDIO – “Sto cercando di capire come sia successo tutto questo, so di non essere il colpevole in questa storia. Non si poteva andare avanti così e ho preso la decisione giusta, sono contento e tranquillo per la scelta che ho fatto. Oggi se penso a Bergamo la prima parola che mi viene in mente è tristezza. Oggi faccio fatica a guardare le partite dell’Atalanta, non riesco a guardarle, mi fa male vedere i miei ex compagni. Sono felice per loro, stanno facendo bene ma io non riesco. Oggi la parola è tristezza, speriamo che col passare dei mesi possa cambiare”.

AGUERO E NON SOLO – “Perché le squadre italiane non arrivano avanti in Europa? Non è una questione di intensità. Qui i campi sono migliori, a Siviglia lo bagnano ogni minuto e la palla va più veloce. Aguero? Ha fatto la storia a Manchester e deve continuare ad alti livello, può farlo giocando al fianco di Messi. Io Leo non lo vedo da un posto diverso da Barcellona”, ha concluso l’argentino.

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