Atalanta, Gasperini: “Zeman un esempio anche per me. Dare colpo di grazia al Pescara? No…”

L’intervista al tecnico dell’Atalanta a tre giorni dal match contro il Pescara. Parla Gian Piero Gasperini.

Domenica potrebbe dare il colpo di grazia a un Pescara che sulla carta è ormai spacciato.

Gian Piero Gasperini e la sua Atalanta ospiteranno gli abruzzesi allo stadio Atleti Azzurri d’Italia nel match valido per la 29esima giornata (si giocherà a partire dalle ore 15.00, ndr). “Tocca a me dare il colpo di grazia al Pescara? No, devo pensare alla mia squadra – risponde seccamente l’allenatore dei bergamaschi attraverso le colonne de ‘Il Centro‘ -. Mi auguro che i ragazzi riescano a trasferire sul campo la rabbia causata dai sette gol presi a San Siro. Di certo mi aspetto una reazione convincente”.

Nell’ultimo turno di campionato, per l’Atalanta, è arrivata la sonora sconfitta contro l’Inter a San Siro: 7-1 il finale. “Cosa è successo a Milano? Non so, c’è stato un black out. Qualcosa di atipico, visto che abbiamo incassato 5 reti in 17 minuti. Eppure, prima della partita con l’Inter, avevamo la miglior difesa dopo la Juventus e la Roma. Il bello del calcio è che si rigioca, per cui si ha la possibilità di rialzarsi, ma nessun risultato è scontato. Quando ero a Pescara con Galeone prendemmo 8 gol a Napoli, però nel match di ritorno finì 0-0”.

Legame particolare, quello tra Gasperini e Pescara, dati i trascorsi in Abruzzo da calciatore dell’attuale allenatore dell’Atalanta. A proposito di tecnici, che ne pensa Gasperini dell’avvicendamento Oddo-Zeman? “Il lavoro di Oddo non si cancella. Nella passata stagione ha portato il Pescara in A giocando un ottimo calcio. E anche all’inizio la squadra stava facendo bene, ma, si sa, l’impatto con la massima serie non è mai semplice. L’ingaggio di Zdenek Zeman testimonia la volontà di Sebastiani di ripartire con grandi ambizioni – ha detto Gasperini -. Zeman è un punto di riferimento per tutti gli allenatori. A distanza di tanti anni, alcune sue idee sono seguite ancora oggi. Mi auguro che il ritorno a Pescara gli porti fortuna, come è accaduto in passato a Giovanni Galeone. Tornare in una piazza dove si è vinto è sempre rischioso perché le aspettative sono alte, ma lui ha il vantaggio di conoscere l’ ambiente“.

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