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Barcellona, Berbatov sulla scelta di Xavi: “Il ‘no’ ai blaugrana? Ha fatto bene, vi spiego”

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L'ex attaccante del Manchester United ha commentato la scelta di Xavi, che ha rifiutato la panchina del Barcellona

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Il commento di Dimitri Berbatov.

Nei giorni scorsi la dirigenza del Barcellona ha preso la sorprendente decisione di esonerare Ernesto Valverde, reo di non aver vinto la Supercoppa Europea a seguito dell'eliminazione ai danni dell'Atletico Madrid. La prima scelta del club blaugrana per sostituire l'attuale tecnico era ricaduta sul grande ex Xavi, che attualmente si trova sulla panchina dell'Al-Sadd, squadra che milita nella Qatar Stars League.

Tuttavia, dopo il rifiuto del giocatore spagnolo, il Barcellona ha ripiegato su Quique Setién, che ha battuto la concorrenza di Mauricio Pochettino e guiderà i blaugrana almeno fino al termine dell'attuale stagione. A commentare la scelta di Xavi è intervenuto Dimitri Berbatov, ex del Manchester United e attualmente opinionista sportivo e brand ambassador di Betfair.

Queste le sue dichiarazioni: "Sono totalmente d'accordo con la scelta di Xavi, che ha rifiutato la proposta di allenare il Barcellona. Non tutti vogliono prendere una squadra a metà stagione, questo è risaputo. Sempre meglio prendere una squadra dall'inizio del campionato. Inoltre ad un certo punto, non so quando, forse tra un anno o due o cinque, non importa, Xavi sarà l'allenatore del Barcellona. Nel frattempo i blaugrana faranno bene, d'altronde hanno ancora Messi in squadra. La scelta di esonerare Valverde a stagione in corso mi ha sorpreso. E' una cosa sorprendente se lo confrontiamo con il modo in cui si lavora in Premier League. Tutte le squadre subiscono cambiamenti, il Barcellona supererà questo momento. Messi è il migliore di tutti i tempi, devono solo affiancargli buoni giocatori: hanno ancora un DNA vincente. Suarez? Si è infortunato perché è insostituibile e gioca sempre. Alcuni giocatori si infortunano solo perché giocano troppo. E' successo anche a me, a volte mi fermavo: l'ultima cosa che volevo era piangere e soffrire".

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