Josè Mauri a 360°: “Milan, ti sceglierei ancora. Io a vedere mio fratello a Palermo? Rispondo così. Quei consigli di Cassano…”

Il centrocampista classe ’96, Josè Mauri, fratello del rosanero Juan, si racconta tra passato, presente e futuro

Parla Josè Mauri.

Il centrocampista classe ’96, tornato in Argentina a seguito della fine dell’avventura non entusiasmante al Milan — soltanto 11 presenze in tre stagioni e un prestito all’Empoli, intervenuto ai microfoni del portale ‘Gianlucadimarzio.com’, si è raccontato a 360° tra passato, presente e futuro: dal progetto-giovani del club rossonero, ai consigli di Mattia Cassano ai tempi del Parma, fino alla sua nuova avventura con il Talleres De Cordoba, club con sede a Cordoba che milita in Primera División.

PARMA – “La prima volta che sono venuto in Europa, ho fatto un provino con il Brescia. Mi sono allenato con loro per una settimana, le cose andavano bene e avrei dovuto trasferirmi lì. Tornato in Argentina, però, arrivò pure la chiamata del Parma, così mi sono trasferito in Emilia. Dentro lo spogliatoio avevo i miei protettori: Gargano e Paletta. Grazie alle loro raccomandazioni, Cassano non mi prendeva in giro e mi lasciava in pace, mentre con gli altri, era uno spasso continuo. Quando cominciai ad allenarmi con la prima squadra, Antonio si avvicinò e mi disse di stare tranquillo. I suoi consigli erano preziosissimi, di lui si parla in un certo modo perché non ha peli sulla lingua. A me, invece, le persone così piacciono ancora di più”.

MILAN – Mi volevano tutti, parlai con la Juve, con la Roma, con la Fiorentina. Per come si presentò, però, il Milan sembrava di gran lunga la scelta migliore che potessi fare. Nonostante tutto rifarei la stessa scelta, i rossoneri mi offrivano un ruolo da protagonista e parlavano con convinzione di un progetto-giovani per tornare gloriosi. Ad essere sincero, se guardo indietro non vedo la mia carriera come un flop inspiegabile. Parlare della mia esperienza al Milan come di un fallimento non sarebbe corretto. Non sarebbe giusto per me, nemmeno per Bertolacci, Conti e decine di altri giovani passati da San Siro negli ultimi anni”.

IL RITORNO IN ARGENTINA – “Avevo bisogno di trascorrere un po’ di tempo nel mio Paese. A giugno 2020 sarò di nuovo svincolato, in maniera tale da poter trovare una nuova sistemazione anche in Europa. A luglio mi hanno cercato alcuni club di Serie A, nessuna offerta però mi aveva colpito particolarmente. Così, ho deciso di passare un anno vicino casa”.

IL FRATELLO, JUAN MAURI – “Andarlo a vedere a Palermo al Renzo Barbera? Riuscirci prossimamente mi sembra difficile, non ho abbastanza tempo per lasciare l’Argentina. Ma so per certo però che presto tornerò in Italia. Tra l’altro, appena arrivato a Parma, da ragazzino, andavo sempre in un ristorante-pizzeria, si chiamava Un Posto al Sole ed era gestito da un grande amico, Alfonso. Con i primi soldi che ho messo da parte, ho investito in quest’attività e nei prossimi mesi mi farebbe piacere tornarci”.

 

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