I consigli di Pelé, Capello e Casillas. Parla Robinho: “Quando mi paragonavano a Messi…”

L’intervista all’ex attaccante di Milan e Real Madrid, Robinho, oggi all’Atletico Mineiro.

Il “suoReal Madrid passa il turno di Champions League, pur vedendo le streghe nel primo tempo del San Paolo di Napoli. Stasera toccherà a Robinho scendere in campo nella partita d’esordio dell’Atletico Mineiro in Copa Libertadores contro il Godoy Cruz.

A metà strada tra i due match, l’attaccante brasiliano (oggi 33enne) torna a parlare ai media spagnoli dei suoi trascorsi al Real. Non mancano rimpianti e ripensamenti. “Ho avuto il piacere e l’orgoglio di aver giocato con compagni di altissimo livello al Real, come Zidane, Ronaldo, Guti… Giocatori tecnicamente spettacolari – dice il classe ’84 attraverso le pagine di ‘El Español‘ -. Se devo proprio scegliere, dico che i migliori sono stati Zidane e Ronaldo, due grandissimi calciatori. Quello al Real fu un momento di carriera meraviglioso“.

ALLENATORI – “L’allenatore con cui ho legato di più? Nei miei anni al Real, il migliore con cui ho lavorato è stato Schuster, perché era un tecnico a cui piace che la propria squadra giochi tanto e bene palla al piede. Ricordo che ci allenavamo molto sul costruire la manovra da dietro. Un altro mister che non dimenticherò mai è Fabio Capello“, prosegue Robinho.

RIMPIANTI – “Perché sono andato via da Madrid? Devo ammettere che all’epoca fui troppo polemico. Ero molto giovane, ero un tipo… esplosivo. Oggi ho un’altra testa, un’altra mentalità. Oggi dico che non fu un atteggiamento giusto da parte mia quello lì. Florentino Perez? Mi piacerebbe molto tornare da lui, porgli un saluto, dargli un abbraccio e ringraziarlo per tutte le cose fantastiche che ha fatto per me. Per tutto l’amore che mi ha dato. Vorrei rivederlo. Il Real Madrid mi ha dato tanto“.

CASILLAS – “Non mi aspettavo per nulla che Iker Casillas lasciasse il Real, specialmente per tutta la storia che lo legava al club dei galacticos – aggiunge Robinho: era nato calcisticamente lì, era cresciuto nella cantera… Iker è un amico, ha un carattere speciale e con lui ho condiviso diversi bei momenti nel Real: è un ragazzo speciale“.

PARAGONE CON MESSI – “Il paragone con Messi? Leo è un grande giocatore, un campione assoluto. Sì, venivano fuori spesso questi accostamenti tra me e lui, ma quando ciò avveniva era perché la stampa voleva paragonarci. Del resto lui era il talento in erba del Barça, io quello del Real. Sono contento che in tutti questi anni si sia affermato e consolidato quale fenomeno assoluto del calcio mondiale“.

PELE’ – Ultima chiosa sui suoi primi ricordi al Santos. “Quando ho iniziato a giocare nel Santos, Pelé veniva una volta a settimana ad allenarci. Era incredibile poter condividere un momento di crescita con ‘O Rei’: ci dava consigli e ci insegnava qualcosa dei suoi trascorsi. Mi chiedeva di essere umile, di rispettare i compagni e di lavorare con orgoglio – racconta Robinho -. Ricordo che ci diceva questo: ‘In mezzo al campo giocate a uno, massimo due tocchi; ma quando vi trovate vicino o dentro l’area di rigore avversaria, fate ciò che volete, dribbling, biciclette…’. Inoltre mi invitava ad essere un buon figlio”.

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