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Fabbrini e il sogno serie A: “Una promessa se torno in A. L’Inghilterra mi ha arricchito e quel paragone con Maradona…”

Diego Fabbrini, trequartista dello Spezia, in azione con la maglia del Palermo.

L'ex trequartista di Udinese e Palermo, Diego Fabbrini, ha raccontato la sua avventura in Inghilterra e la sua attuale esperienza in serie B con la maglia dello Spezia, club con il quale il giocatore classe '90 spera di poter tornare in serie A.

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Una vita a rincorrere la serie A per Diego Fabbrini, trequartista dotato di grande classe, ma a volte altrettanto discontinuo da non poter compiere il tanto atteso salto di qualità.

La serie A, il giocatore toscano, l'ha solamente assaggiata e mai pienamente gustata. Trenta, le presenze totali nel massimo campionato per Diego Fabbrini, l'ultima esperienza con la maglia del Palermo dove collezionò appena otto presenze in metà stagione, quando nel 2013 l’allora amministratore delegato del club rosanero, Pietro Lo Monaco, lo portò in Sicilia in prestito dall’Udinese. Dopo Palermo, un via vai tra Italia e Inghilterra per il trequartista classe '90 che prima viene acquistato dal Watford di Pozzo, poi nel gennaio 2014 torna nuovamente in Italia, vicino casa, ovvero a Siena. Per la Robur, militante in serie cadetta, realizzerà un solo gol in poco più di 10 apparizioni e a fine campionato tornerà nella terra del tea break. Resta a Watford fino al gennaio 2015 per poi accasarsi tra le fila del Millwall, in Championship. E poi ancora Birmingham e Middlesbrough. Il 23 gennaio 2017 il tanto sperato ritorno in Italia, nello Spezia dove l'ex di Udinese e Palermo ha finora collezionato 6 presenze e un gol e spera di poter gustare nuovamente il dolce sapore della serie A: "L'Italia mi mancava. Casa tua è sempre casa tua. Appena lo Spezia mi ha chiamato, non c’ho pensato un attimo - ha dichiarato Fabbrini ai microfoni di GianlucadiMarzio.com' -. E credo di aver fatto la scelta giusta perché ho trovato una bellissima squadra e una bellissima città. Da bambino ero pazzo di Kakà, al campetto con gli amici cercavo sempre di emulare tutte le sue mosse. E tanto per andare sul ‘cresciuto’ il debutto in Nazionale al posto di Balotelli, che dovette uscire per un infortunio. Quando mi arrivò la chiamata di Prandelli per andare a Coverciano ero a Udine a mangiare, non ci credevo. Esperienza in Inghilterra? Mi ritengo fortunato per aver avuto la possibilità di conoscere una cultura calcistica e di vita un po’ diversa dalla nostra. L’Inghilterra mi ha dato tanto, mi ha arricchito. Come uomo e come calciatore. Mi sono trovato bene dovunque sono andato. Un po' meno la seconda esperienza al Watford, o almeno come mi auspicavo io. Quella al Middlesbrough invece la considero una piccola svolta. Mi paragonavano a Maradona. Mi ci viene da ridere… L’allusione con Maradona è nata da una battuta che fece un mio compagno in un’intervista e da lì è diventata una moda con i tifosi che inneggiavano al mio nome, probabilmente per il mio nome un po' spagnolo. Promessa in caso di promozione? Mi taglio i capelli, ma non tutti (ride, ndr) Se riusciamo ad andare in Serie A gli do una bella accorciata".