Boca Juniors, Caniggia la tocca piano: “De Rossi alla Bombonera in vacanza! Tevez? Ho la mia idea. Riquelme e Maradona…”

Claudio Caniggia senza filtri: dall’addio al calcio di Daniele De Rossi, al momento di Carlos Tevez fino al ritorno alla Bombonera di Diego Armando Maradona

di Daniele Castelli

Claudio Caniggia senza filtri.

Un campionato vinto con il River Plate, l’esperienze in Italia con le maglie di VeronaAtalantaRoma e un secondo posto con l’Argentina nei Mondiali di calcio del 1990 giocati in Italia: queste alcune delle tappe più importanti della carriera di Claudio Caniggia, bizze disciplinari e folta chioma bionda, è stato uno degli attaccanti più talentuosi e discussi degli anni ’90.

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Oltre a essere spesso letale sul campo di gioco, il Figlio del vento (soprannome affibbiatogli per la sua incredibile velocità) è sempre stato al centro dei riflettori per via delle sue evoluzioni borderline oltre i confini del rettangolo verde, personaggio bizzarro e senza regole, una vita spesso spericolata con un aleatorio senso del limite. Quando Caniggia parla dunque, c’è sempre una bomba mediatica pronta a deflagrare.. Questa volta ad essere preso di mira è stato Daniele De Rossi, che dopo aver lasciato la Roma ha scelto di indossare la maglia del Boca Juniors per poi annunciare l’addio al calcio giocato. Una decisione che Caniggia, anche lui ex Xeneizes, non ha particolarmente apprezzato: “E’ venuto qui in vacanza. Ovviamente si era già ritirato dopo l’addio alla Roma. Il suo intento era di giocare ancora per un po’, ma non ha potuto a causa dei problemi fisici. Giocare al Boca non è facile. Si è infortunato, è ritornato ma se non sei un giocatore con dieci anni in meno il rientro si complica. Non giochi più soltanto per la nomina che ti porti dietro. Ecco perché penso che si sia ritirato dopo la Roma“.

Sulla situazione di Carlos Tevez, che nel corso dell’attuale stazione ha trovato poco spazio (soltanto 13 presenze) ma ha realizzato comunque quattro reti: “Carlitos è importante. Non so se giocherà sempre, ma è importante. Ha dato molto al Boca. Non so se ha i novanta minuti nelle gambe, questo lo dirà l’allenatore. Non ha il motorino e la velocità di un tempo, questo è chiaro. Ma può giocare 10 o 15 metri più indietro. Sta per mettere la parola fine alla sua carriera, e lo farà con la maglia del Boca“.

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Uno dei giovani più promettenti del Boca è Sebastián Villa, che sta sorprendendo tutti con la sua incredibile velocità palla al piede: “Stiamo giocando con 11 Usain Bolt. Oltre alla velocità, ancora più difficile è riuscire a mantenere il controllo del pallone. Villa è molto veloce, non so se è più veloce di me. Per raggiungere la Nazionale e i top club sono necessari migliaia di fattori. Penso che a Villa manchi qualcosa, l’anno scorso non ha giocato molto e non ha mostrato tutto il suo potenziale. E’ veloce ma gli mancano alcune cose. Quando si renderà conto di queste cose, diventerà un giocatore importante“.

Su Juan Román Riquelme, che ha iniziato ad adempiere con attenzione al suo nuovo ruolo di dirigente del Boca: “Farà il bene del Boca, è un simbolo del club. Capisce molto di calcio, è il suo mondo“.

Nei primi giorni di marzo gli Xenezies riabbracceranno Diego Armando Maradona, una delle bandiere del club, che tornerà alla Bombonera in occasione del match con il suo Gimnasia La Plata: “Non so se faranno una festa, ma sicuramente ci sarà un’ovazione. E’ arrivato al Boca quando aveva vent’anni, lo hanno venduto una fortuna (al Barcellona, ndr) e non ha mai parlato di soldi. Non importa quale maglia indossa, Diego è un simbolo mondiale. E’ il miglior giocatore della storia, deve essere riconosciuto come merita. Non importa se gioca o allena un’altra squadra o il tema delle elezioni. Credo che la dirigenza attuale non farà molto proprio per una questione politica. Ma un’ovazione se la merita. Io presidente del Boca? Non ho gareggiato contro nessuno. Avevo un buon rapporto con Angelici ma niente di più“.

 

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