Bruxelles nel panico, la testimonianza del palermitano Francesco La Cavera: “Vi racconto l’ansia vissuta qui in Belgio”

Bruxelles nel panico, la testimonianza del palermitano Francesco La Cavera: “Vi racconto l’ansia vissuta qui in Belgio”

Le parole dell’ex portiere palermitano, adesso responsabile della Goalkepeer Academy in Belgio.

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Trentaquattro vittime, oltre duecento feriti.

Purtroppo si tratta di dati aggiornati di ora in ora dalle Autorità belghe. Gli attentati terroristici di questa mattina hanno paralizzato Bruxelles e sconvolto l’Occidente. Ore di panico per chi vive nella capitale belga e nelle zone limitrofe. Una testimonianza arriva direttamente da Francesco La Cavera: palermitano d’origine e trapiantato in Belgio, La Cavera è responsabile della ‘Goalkeeper Academy‘, nota fucina di giovani portieri con sede nel Benelux.

Quale atmosfera si vive dopo il duplice attentato a Bruxelles?
“La situazione non è delle migliori, purtroppo: 10 morti e più di 120 feriti solo all’aereoporto di Zaventem, senza contare le numerose vittime dell’attentato alla metropolitana che fa tappa ai numerosi edifici pubblici come la commissione e il Parlamento Europeo. Una situazione che ha portato l’allarme al livello 4 su una scala di 4. Bambini che non possono nemmeno uscire dalle scuole e intere famiglie segregate in casa per la paura – racconta La Cavera a Mediagol.it -. Centri commerciali chiusi insieme a tutti gli edifici con maggiore afflusso di persone. L’allerta è massima e la paura è davvero tanta perché questi disumani non hanno limiti”.

L’allarme non ha cessato di segnalare il pericolo…
“Esatto. Attualmente i media annunciano che i corpi speciali hanno trovato dei pacchi bomba all’interno dell’aeroporto pronti ad esplodere e si suppone che altri attentatori siano ancora nascosti all’interno dello scalo di Zaventem. Dei kalashnikov sono stati trovati all’interno dei bagni dell’aeroporto che è uno dei più grandi d’Europa e ci vorrà del tempo per evacuare tutti gli spazi. I media belga confermano che sono due i kamikaze che si sono fatti esplodere, più altri complici – aggiunge -. Le prime immagini delle telecamere di sorveglianza hanno già rilevato i primi tre potenziali sospetti. La prima esplosione è avvenuta all’entrata dell’aeroporto e la seconda al gate d’imbarco per gli Stati Uniti. Quest’ultima lascia davvero pensare a dei complici che lavorano all’interno, visto che è impossibile attraversare i controlli con dell’esplosivo. Tutte le vie di entrata e di uscita da e per Bruxelles sono chiuse. Unità speciale e posti di blocco sono presenti sulla capitale e sulle frontiere belga”.

Come cambia adesso la programmazione del lavoro?
“Oggi abbiamo annullato tutte le attività nelle 5 accademie in Belgio, perché l’allerta è ai massimi livelli anche se non siamo vicinissimi a Bruxelles. Ci siamo sentiti in dovere per rispetto delle vittime degli attentati e per precauzione dei nostri bambini, sospendere le attività almeno per oggi. Aspettiamo direttive dalla protezione civile per capire come e potremo continuare nei prossimi giorni – il racconto di La Cavera -. La settimana prossima io con il mio staff italiano dovevamo fare tappa proprio a Bruxelles per uno stage internazionale, stage che purtroppo sarà annullato visto il rischio di attentati”.

L’allerta era già stata ai massimi livelli qualche mese fa. In quanto tempo pensi si possa tornare alla normalità?
“L’allerta di qualche mese fa non si può paragonare a quella attuale. Gli attentati di Parigi sono stati compiuti da terroristi provenienti dal Belgio e l’allerta precedente era dovuta soltanto al fatto che questi individui potessero preparare degli attentati anche in Belgio nello stesso periodo. Adesso è tutta un’altra storia, il Belgio è stato colpito da due attentati quasi in contemporanea nella capitale e, secondo il mio parere, sono legati alla cattura di venerdì scorso di Salah, uno degli artefici delle stragi al Bataclan di Parigi. Bruxelles è stata colpita e altri attentati sono previsti dalle unità speciali. Una storia che non avrà mai fine, perché come hanno dichiarato degli esponenti dell’Isis, loro sono ovunque, medici, poliziotti, politici , etc. Io penso che rispetto all’ultima volta adesso ci vorrà più tempo per ritrovare la tranquillità e la serenità per affrontare la vita di tutti i giorni e l’allarme 4 rimarrà per parecchio tempo”.

Quanto è alto il rischio sulle altre città del Belgio?
“Il rischio nelle altre città è minimo attualmente, il rischio rimane solo nella capitale ma la paura e l’ansia per chi come me vive a solo 20 minuti da Bruxelles è davvero tanta. Penso che non possa accadere nulla. almeno lo spero con tutto il cuore”.

Un messaggio personale.
“L’unica cosa che mi sento di dire, è che Dio non ha mai chiesto delle vittime per dimostrare la fede dei credenti e mi unisco al dolore delle famiglie delle vittime, ai feriti e a chi stamane ha vissuto attimi di terrore e che adesso è in salvo”, conclude La Cavera che il 23 dicembre ha ricevuto a Milano il premio alla carriera, insieme a campioni del calibro di Bertotto, Baggio e Schillaci.

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