Udinese, Guidolin non dimentica quel 0-7 di Palermo: “Tra i ricordi più belli. Ecco cosa mi aspetto da Llorente”

Le dichiarazioni rilasciate dal tecnico ex Palermo e Udinese

“Nel calcio moderno il fattore campo è venuto meno già da anni e l’assenza del pubblico sta avendo il suo peso”.

Parola di Francesco Guidolin. Sono diversi i temi trattati dal tecnico ex Palermo, intervistato ai microfoni del ‘Messaggero Veneto’ in vista della sfida Udinese-Verona, in programma domenica alle ore 15 alla Dacia Arena: dal momento della squadra allenata da Luca Gotti, alla scelta da parte del club friulano di ingaggiare Fernando Llorente. Ma non solo…

“Udinese-Verona sarà partita aperta e da tripla, con il rammarico personale di non poterci essere e di non poter vedere dal vivo anche il ritorno di Llorente, un campione che sono sicuro farà bene all’Udinese. La mia ricetta? Non c’è una ricetta precisa per fare punti in casa, se non quella di acquisire il più possibile una mentalità vincente e a riguardo, tra i ricordi più belli all’Udinese ci sono le prestazioni di Palermo, Cagliari, Torino, Cesena, Milano, Genova, con tante vittorie dai tre gol in su e con i nostri tifosi pronti a festeggiare con noi al ritorno in aeroporto. La mentalità offensiva paga, ma è anche vero che il fatto che non ci sia il pubblico amico dà un maggiore equilibrio alle partite. La partita è da tripla, senza dimenticare che l’assenza di De Paul sarà pesante e che il Verona non verrà a chiudersi, ma giocherà la sua gara con grande determinazione”, sono state le sue parole.

CLASSIFICA E NON SOLO – “Ritengo che la vittoria di Spezia sia stata molto importante in chiave salvezza per l’Udinese, che adesso è sulla strada giusta e può costruirsi una classifica tranquilla, puntando poi a fare emergere le qualità di una rosa che garantisce molte possibilità a un Gotti che mi sembra attento, equilibrato e saggio. Il Milan ha stupito perché pochi pensavano che potesse essere in testa adesso. Il giocatore rivelazione del girone di andata? A me è piaciuto molto Pessina dell’Atalanta che può giocare sia da centrocampista che da trequartista o seconda punta, e può crescere anche in prospettiva nazionale”.

VERONA – “Penso che il merito principale sia dell’allenatore che ci ha messo un po’ ad arrivare e che sa dare la sua impronta. Il Verona è squadra molto generosa e aggressiva, compatta e la ritengo la sorella dell’Atalanta per come vuole esprimersi. Lasagna da avversario? È un giocatore che deve sfruttare la velocità e l’attacco alla profondità, che non so se sia meglio far giocare da solo o meno, ma che di certo entra in un meccanismo già ben oliato”.

LLORENTE – “Mio perché lo volli portare allo Swansea e non mi sbagliai perché col suo contributo ci salvò. Qui ci troviamo di fronte a un campione e penso che l’Udinese abbia fatto un grande colpo prendendo un giocatore di primissimo livello. Da Fernando mi aspetto quattro mesi da campione a Udine. A fine mese compirà 36 anni? Anche lui compie gli anni ogni dodici mesi, ma è anche vero che non ha giocato molto nelle ultime due stagioni e quando si gioca poco ci si arrabbia, ma ci si allunga anche la carriera. Io l’ho visto bello tirato, ma avrà bisogno di giocare. Anche allo Swansea arrivò all’ultimo giorno di mercato e gli ci vollero tre, quattro partite. Ha classe, qualità e tecnica, non solo fisicità. Detto questo, Gotti può giocare a tre e a cinque o a quattro con due esterni davanti, o con una mezza punta. Fernando ti consente di giocare palla a terra e anche alta per la spizzata, un po’ come sa fare Ibrahimovic e come sapeva fare Bierhoff, a cui somiglia”, ha concluso.

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