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Palermo, Graves sulle orme di Kjaer. Quindici anni dopo un altro danese in rosanero

Palermo
Tanti paragoni con Kjaer ma Graves segue il proprio percorso e sogna la nazionale

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"Palermo, un altro Simon danese. C'è il muro Graves". Apre così l'edizione odierna della Gazzetta dello Sport che punta i riflettori su uno dei nuovi arrivati in casa Palermo, ufficializzato negli ultimi giorni del calciomercato invernale conclusosi proprio lo scorso martedì sera.

Inevitabile il paragone, specialmente per i tifosi rosanero più nostalgici, tra Graves e Kjaer. Stesso nome, stesso ruolo ma soprattutto stessa nazionalità. Le differenze tra i due arrivi si sostanziano sulle differenti categorie, Serie A per l'attuale capitano della nazionale danese oggi al Milan mentre Serie B per l'ex Randers FC, e per il fattore età: mentre Kjaer era approdato in Sicilia all'età di 19 anni, Graves giunge alla sua prima esperienza italiana a 23 anni. "Senz’altro è la persona che ammiro di più. E’ arrivato qui quando era molto giovane, facendo grandi cose. Sono molto contento di essere qui, nello stesso club in cui ha mosso i primi passi Simon", ha dichiarato Graves nel corso della propria conferenza stampa di presentazione al "Renzo Barbera" lo scorso martedì.

Passaggio importante quello dal calcio danese a quello italiano, un'opportunità da cogliere specialmente pensando alle solide basi su cui regge la società rosanero grazie alla nuova proprietà. "Un orgoglio per me essere qui e far parte di un club così ambizioso con alle spalle una groppo importante come il City Football Group", ha proseguito il difensore.

Un metro e novantuno di altezza, capacità di spostarsi anche sulla destra per fare il quarto basso ed importante fisicità sono le caratteristiche principali di Graves, che nelle sue prime esperienze si era anche spostato a centrocampo. Oltre a far bene con la maglia rosanero, il difensore danese coltiva un altro sogno: "Per me è un orgoglio essere paragonato a Kjaer, ma voglio fare la mia carriera e creare un futuro anche in nazionale. [...] Voglio capire in fretta il calcio e la cultura italiana per poter anche migliorare velocemente", ha concluso in sala stampa.

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