Lega B scende in campo contro il Covid-19: donati 50mila euro al CNR

Donati 50 mila euro per l’assunzione biennale di un ricercatore

L’iniziativa ‘Il grande cuore della B’, ideata ad aprile dalla Lega di B tramite una campagna con SMS solidale, è all’ultimo atto, con la donazione di 50 mila euro al CNR che assumerà per due anni un ricercatore. Quest’ultimo svolgerà una ricerca sui ‘Meccanismi di attivazione e deregolazione dell’immunità innata e delle risposte infiammatorie nell’interazione col Covid’. Il progetto della Lega B, a sostegno dell’assistenza ai familiari dei pazienti nei tre ospedali pediatrici italiani, Bambino Gesù di Roma, Meyer di Firenze e Gaslini di Genova, si è trasformato in un progetto attuale e necessario. ‘I più piccoli per i più grandi’, fu il senso della scelta che aveva guidato le Fondazioni Bambino Gesù, Associazione Gaslini Onlus e Meyer per individuare, quale beneficiario della raccolta, il CNR, al fine di sviluppare terapie contro il virus. Partner dell’iniziativa è stato Ispra. Lo scopo del progetto è quello di comprendere meglio i meccanismi infiammatori che sono la principale causa della gravità dell’infezione Covid-19.

“Quando il Coronavirus penetra nel nostro organismo – spiega il presidente del CNR, Massimo Inguscio –, nei pazienti più fragili scatena una risposta infiammatoria esagerata, che danneggia gravemente i polmoni”. “È stata un’emozione vedere nascere questo progetto e raccogliere i frutti della collaborazione con CNR e ISPRA, compagni di viaggio fondamentali per aprire il grande cuore della Serie B – spiega il presidente della Lega, Mauro Balata -. Con le fondazioni pediatriche si è instaurato un rapporto che va al di là del sostegno al progetto ‘B come Bambini’: stiamo studiando azioni innovative come quella che l’anno scorso portò i giocatori a scendere in campo con il nome di battesimo sulle maglie”. “I donatori hanno dimostrato sensibilità e compreso il ruolo della ricerca in questo momento di emergenza – aggiunge Stefano Laporta, presidente Ispra e Snpa -. È innegabile il valore della ricerca pubblica in Italia, lo stiamo apprendendo tutti. Fondamentale che non si fermi, può continuare sulla strada della salvaguardia dell’ambiente e della salute”.

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