FIGC, Gravina rieletto presidente. Ecco come potrebbe cambiare la Serie B: “Due gironi in verticale”

Sarà ancora Gabriele Gravina il presidente della FIGC per i prossimi quattro anni

euro 2021

Gabriele Gravina è stato rieletto presidente della FIGC.

Sarà ancora lui a guidare la Federcalcio italiana per i prossimi quattro anni. Nel dettaglio, Gravina è stato rieletto con 369,84 voti, equivalenti al 73,45% delle preferenze. Ha battuto il numero uno della Lega Dilettanti, Cosimo Sibilia, che ha ricevuto invece 132,17 voti (equivalenti al 26,25%). E tra i punti del suo nuovo programma vi è anche la riforma dei campionati, che riguarderà soprattutto Serie B, C e D.

“Penso ad una riforma da un punto di vista qualitativo, non quantitativo. Che riguardi tutto il sistema. Bisogna ritracciare il profilo dell’area professionistica e di quella dilettantistica. Così si surriscalda troppo il sistema. Nel senso che ci sono turnover troppo alti, in serie B a ogni stagione cambia il 40 per cento delle squadre. Una retrocessa dalla A alla B non ce la fa, non basta il paracadute. E allora si deve agire sulla redistribuzione delle risorse e della flessibilità degli emolumenti. La soluzione potrebbe essere quella di due gironi di B, in verticale, non orizzontale”, aveva dichiarato di recente Gravina a ‘La Gazzetta dello Sport’.

Una Serie B composta da due gironi, dunque, formati in maniera verticale. E ogni girone (B1 e B2) dovrebbe essere composto da 20 squadre, con 40 squadre totali.

“Il sistema calcistico italiano ha bisogno di una riforma strutturale rigorosa e ragionata. La ri-modulazione del perimetro del professionismo, anche con una sua riduzione, coinvolgerà tutte le componenti e tutte le leve gestionali. Attualmente il calcio professionistico conta 100 club tra Serie A, Serie B e Lega Pro. Tanti, forse troppi, per la tenuta del sistema. Accanto al calcio di vertice, una larga fetta del professionismo fatica a reggerne il peso della gestione economica. Con la creazione di un’area di semiprofessionismo ed il riconoscimento dell’apprendistato, il calcio italiano viene a creare un tertium genus, con le peculiarità di un luogo di crescita sia delle strutture gestionali dal punto di vista economico ed organizzativo che del patrimonio calcistico, con progetti tecnici di valorizzazione dei giovani e dei settori giovanili”, sono state le sue parole.

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