Udinese, Pozzo chiarisce: “Favorevole alla ripresa della Serie A, ma solo a fine giugno”

Udinese, Pozzo chiarisce: “Favorevole alla ripresa della Serie A, ma solo a fine giugno”

Il numero uno dell’Udinese chiarisce la sua posizione dopo le polemiche legata alla lettera indirizzata al Ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora

Pozzo

Giampaolo Pozzo fa chiarezza.

Ripartire sì, ma solo in sicurezza: è netta e chiara la posizione del presidente dell’Udinese, Giampaolo Pozzo, intervenuto ai microfoni di “Radio Uno” per dire la sua sulla ripresa dei campionati dopo le polemiche scaturite per lettera inviata al Ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora. 

“Mi dispiace che si siano stati tanti equivoci, siamo stati sempre dentro la Lega e abbiamo operato con correttezza e rettitudine. Il problema è nato ai tempi di Udinese-Fiorentina a porte chiuse. I viola sono arrivati qui contagiati, con i problemi relativi al Covid-19. Noi veniamo coinvolti e andiamo in quarantena, i dirigenti della Fiorentina sono stati a casa per tanto tempo, per due mesi a letto, comprese le famiglie. I nostri medici si sono preoccupati, visto che non c’era legislazione che chiarisse la loro responsabilità, anzi, la loro responsabilità è ancora oggi penale. Io non posso risolvere questa situazione, fosse stata civile avrei cercato un’assicurazione, ma essendo penale non si può fare nulla e dovremo risponderne noi. Per tranquillizzare medici e dirigenti ho sentito il dovere di mandare questa lettera, ma non c’entra niente con il fatto che noi non vogliamo giocare. Noi vogliamo giocare, lo ribadisco”.

“Non sono d’accordo sul 13 giugno – ha ammesso Spadafora –  è un insulto all’intelligenza. Se ascolta un qualsiasi preparatore atletico le dirà che un giocatore fermo in casa per due mesi e mezzo, un giocatore ha bisogno di almeno un mese di allenamenti veri, non quelli che stiamo facendo ora. Parliamo di sedute agonistiche con partitelle e scontri fisici. Sono favorevole a ripartire, ma in sicurezza. C’è ancora il tempo per iniziare, ma facciamolo con il cervello. Noi siamo ancora oggi alle prese con allenamenti individuali e graduali. Devo ringraziare il Governo per la prudenza”.

 

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