Spadafora su Juventus-Napoli: “Troppi errori, ora la bolla va rispettata. Stop campionato? Rispondo così”

Le dichiarazioni rilasciate dal Ministro per le politiche giovanili e lo sport

Parola a Vincenzo Spadafora.

Il Ministro per le politiche giovanili e lo sport, intervistato ai microfoni del ‘Corriere della Sera’, si è espresso in merito alla questione legava al mancato rinvio di Juventus-Napoli, con gli azzurri che non sono partiti alla volta del Piemonte dopo le positività di Piotr Zieliński e di Eljif Elmas e che adesso rischiano il 3-0 a tavolino.

“Chi ha ragione tra Napoli e Juventus? Iniziamo dal lato sbagliato. Juve-Napoli non è più una partita e non serve schierarsi. Non si deve fare confusione nell’interpretazione dei protocolli, che sono chiari e stabiliscono responsabilità precise. Sarebbe stato meglio trovare una soluzione condivisa: non è stato un grande spettacolo. Chi ha deciso di inserire nel nuovo protocollo la clausola che concede all’autorità sanitaria il potere di veto? È così sin dal primo momento. Quanto avvenuto con il Genoa ha creato un precedente che obbliga tutti a una maggiore responsabilità. Finora il protocollo è stato preso un po’ alla leggera, molte squadre non hanno fatto la bolla dopo aver trovato un positivo, ma una quarantena molto soft con ritorno a casa, consentita proprio dalle Asl. Ora è necessaria una stretta generale, tornando a un rigoroso e puntuale rispetto di quanto era previsto e validato. È cambiato il contesto, dobbiamo tutti prenderne atto”, sono state le sue parole.

LE ASL – “C’è un lato di sicurezza sanitaria, dove a decidere è lo Stato nelle sue diverse articolazioni, e in questo senso l’ultima parola spetta alle Asl. Dal lato sportivo invece le decisioni sono pienamente autonome, in questo caso spettano a Lega serie A e Figc: non può il governo stabilire se dare o meno penalità alle squadre in tema di classifica o di risultato. Mai mi permetterei di interferire su questo piano. La Juventus contesta l’intervento della Asl perché ha agito in deroga al protocollo? Il protocollo prevede la vigilanza e la responsabilità delle Asl. Anzi, ricordo che la comunicazione alla Asl è un obbligo di legge, mi preoccupano piuttosto le dichiarazioni di chi dice di non averle fatte immediatamente. Ma spero siano frutto solo di malintesi”.

PROTOCOLLO – “Rivedere il protocollo coinvolgendo Regioni e autorità sanitarie? Sono già coinvolte. Io direi che è necessario tornare al rispetto rigoroso del protocollo, a partire dall’obbligo di bolla all’interno dei centri sportivi quando emerge un singolo positivo, senza deroghe di nessun tipo. Giocare con 10 positivi è un rischio? Se il protocollo è stato rispettato il rischio è lo stesso con due o con dieci. Ho incontrato il presidente Gravina e il presidente Dal Pino: ho trovato massima disponibilità e collaborazione, siamo tutti consapevoli che il momento è difficile e occorre avere la massima prudenza”.

BLOCCO CAMPIONATO – “Quanto è alto il rischio di blocco del campionato? Lavoriamo tutti affinché questo non avvenga. Ma ci tengo a una precisazione: nessuno di noi fa la stessa vita di un anno fa, nessuno fa le stesse cose. L’idea di tenere il campionato con lo stesso format, le coppe, l’Europeo, gli impegni in Nazionale come se nulla fosse accaduto è forse troppo ottimistica. Occorre definire delle priorità, alla terza giornata non è comprensibile sentire che ci sono problemi per i recuperi. Consiglio di ragionare anche su scenari diversi, perché non sappiamo cosa succederà, e se si pensa a playoff e playout sarebbe meglio deciderlo presto, a campionato appena iniziato. Sui social gira il suo tweet da tifoso del Napoli? Non mi imbarazza, tutti hanno una squadra del cuore. Tra l’altro sono anche noti i rapporti, diciamo con un eufemismo non idilliaci, che intercorrono con il presidente De Laurentiis”, ha concluso.

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