Serie A, l’analisi di Sconcerti: “Milan e Napoli senza identità, Roma e Lazio che mentalità! Inter e Juventus…”

Il noto giornalista ha commentato l’ultimo turno di campionato che si concluderà questa sera con la sfida del “Paolo Mazza” tra la Spal e la Sampdoria

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Mario Sconcerti analizza l’ultimo turno di Serie A che si concluderà questa sera con la sfida tra la Spal e la Sampdoria.

Il noto giornalista si è soffermato sul momento vissuto dalle big che hanno chiuso l’ultima giornata con risultati differenti tra loro: le vittorie di Lazio, Roma, Inter e Juventus  uniti agli scivoloni di Napoli e Milan.

“Sono due situazioni diverse. Il Napoli una trama ce l’ha. È esaurito però, ha fatto cinque anni di grande calcio senza vincere e questo ti esaurisce. Sembra quasi non abbia più voglia di giocare, di faticare. Il Milan deve ancora cominciare. Per ora è un Milan da metà classifica scarsa. Ha perso tutte le partite appena ha incontrato squadre di livello. Il Milan deve cominciare a muoversi, a diventare squadra. La malattia del Milan non è tecnica, ma che si perdano 160 milioni all’anno per avere questa squadra. Roma? Due centrocampisti così attenti come Mancini e Veretout hanno permesso a Pastore di fare finalmente il trequartista, di sentirsi importante e di cominciare a pesare tecnicamente. Quando torneranno gli altri, avrai frecce in più. Non è facile migliorare questa squadra. Bravo Fonseca, perché la Roma ha trovato una sua identità tecnica sul campo, con un gioco che varia continuamente. La Lazio è la stessa squadra da tre-quattro anni, forse ha sbagliato gli inserimenti. Ha finito per respingerne molti però. Inzaghi si è accontentato, non ha ancora la mentalità del grande allenatore, deve convincersi di esserlo. Ha osato poco e la squadra lo ha capito. La Lazio non è molto lontana da Inter e Juve come qualità. Perplesso anche da come abbia reagito l’ambiente. Inter? Lukaku sta diventando quello che era lo scorso anno Ronaldo per la Juve, sia come trascinatore che come goleador. Ha 26 anni, è ancora giovane, può fare il titolare per ancora tanti anni. Viene a prendere il pallone a metà campo, vuol dire che è il primo attaccante su cui poggia l’azione. In base al suo movimento, comincia l’azione offensiva dell’Inter”.

Lo stesso Sconcerti ha anche puntato il dito contro quei supporters del Verona che hanno offeso Mario Balotelli, con i soliti e beceri cori razzisti che hanno sconvolto a tal punto Super Mario da fargli scaraventare la sfera in curva con tanta rabbia.

“Non si va ad intervistare il capo ultrà. Chiediamo a chi fa l’atto razzista il perché lo fa? Vogliamo far casino anche noi giornalisti. E’ una risposta stronza. Il gesto di Balotelli è stato plateale, un errore perché plateale. E questo scatena tutto il resto. Doveva pensarci l’arbitro. Finalmente si va però sulla strada dell’interruzione delle partite, come in Roma-Napoli. La scempiaggine del razzismo fa parte di noi. Dobbiamo andare situazione per situazione, applicando le regole”.

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