Manchester United, Pogba: “Dopo i 105 milioni sono diventato un altro calciatore. Razzismo? Vi svelo un curioso aneddoto”

Manchester United, Pogba: “Dopo i 105 milioni sono diventato un altro calciatore. Razzismo? Vi svelo un curioso aneddoto”

Il centrocampista francese in forza ai Red Devils si racconta al “Times”

Paul Pogba ripercorre le tappe della sua giovane carriera.

Il centrocampista classe ’93 del Manchester United, intervistato dal ‘Times‘, ha parlato della sua esperienza ai Red Devils dove in questa stagione non ha particolarmente brillato conquistando appena la qualificazione alla prossima Europa League.

“Fin da bambino, gioco così: non è un problema quando vinciamo, solo quando perdiamo o se faccio una brutta prestazione diventa un problema. Sono diventato un altro giocatore a causa del prezzo pagato per acquistarmi. Perché è stata la cifra più alta della storia allora e ha cambiato il modo di vedermi. Ti aspetti di più a causa del prezzo: una buona partita diventa una prestazione normale, una partita di alto livello sarà solo una buona gara”.

Il possente centrale di centrocampo transalpino, passato anche dall’Italia con la maglia della Juventus, ha ricordato con amarezza i diversi atti di razzismo che si verificano troppo spesso in Serie A.

L’ho provato ed è davvero triste da vedere su un campo da calcio. I tifosi che lo fanno, hanno anche persone di colore nella loro squadra, quindi fare qualcosa del genere è davvero stupido. Non rispettano il giocatore avversario e non rispettano nemmeno il giocatore nella propria squadra. Non so se sono razzisti o ignoranti o semplicemente non vogliono che tu ti esprima nel migliore dei modi. Ho sentito un sacco di cose ma io non reagisco, sorrido. Una volta avevamo una partita contro la Fiorentina ed ero appena uscito dalla panchina, alcune persone stavano facendo il suono della scimmia, e ho chiesto perché. Gli ho dato la mia maglietta ed erano davvero felici, e poi alla fine mi hanno applaudito. Quando parlo di razzismo, penso che sia ignoranza. E non puoi davvero cambiare qualcosa perché è radicata da tempo. Cerchi di parlarne, ma continua. Non penso che possiamo cambiare questo nelle persone. Sono triste per questo, non sono arrabbiato. Sono felice con me stesso”.

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