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Emergenza Coronavirus, club valutano taglio stipendi dei calciatori. Tardelli: “Vi dico come la penso”

Alla luce dello stop ai campionati per il Coronavirus, le società italiane potrebbero valutare il taglio degli stipendi del 15%

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Prosegue l'emergenza sanitaria mondiale legata alla diffusione del COVID-19.

Quelli che sta vivendo l'Italia sono certamente giorni drammatici. L'epidemia, infatti, nelle ultime settimane, si è estesa progressivamente anche in Europa. Ragion per cui, il Governo italiano, nei giorni scorsi, ha scelto di adottare contromisure necessarie per contrastare la diffusione del Coronavirus. Decreti volti ad evitare assembramenti ed a ridurre al minimo i contatti sociali, con l'obiettivo di azzerare o quasi il rischio di ulteriori contagi. E' stato deciso, dunque, lo stop di tutti gli esercizi commerciali ed i servizi, salvo quelli essenziali per la sopravvivenza. Ragion per cui, anche i campionati di calcio sono stati momentaneamente sospesi, con diversi calciatori risultati anche positivi al tampone.

Una situazione complessa anche per le tasche dei club che, persi gli incassi da stadio, con il merchandising azzerato, le attività collaterali annullate, i contratti in scadenza, potrebbero valutare il taglio o la riduzione degli stipendi dei loro giocatori; un taglio del 15% circa. Tuttavia, i calciatori sarebbero al momento poco disposti a cedere.

A tal proposito si è espresso anche Marco Tardelli, campione del Mondo con la maglia della Nazionale italiana nel 1982 e candidato alla presidenza AIC (Associazione Italiana Calciatori). "Non credo sia obbligatorio chiedere ai calciatori di decurtarsi lo stipendio e non è giusto imporlo, ma rinunciare a qualcosa potrebbe essere un segnale di vicinanza per i tifosi e per i cittadini che soffrono", sono state le sue parole.

Lo ha riportato l'edizione odierna del 'Corriere dello Sport'.