Cassano avvisa: “Tornerò e sarò protagonista. Serie A di basso livello, posso fare ancora la differenza”

L’intervista all’attaccante barese Antonio Cassano: “Tornerò a giocare e posso essere protagonista”

La pacchia sta per finire, Cassano sta per tornare. Tra due mesi avrò una nuova squadra e devo essere fisicamente pronto. Ora ho 4-5 chili in più, ma non gioco da tanto ed è normale aver messo qualcosa addosso. Comunque più passa il tempo e più sono convinto di poter tornare da protagonista“.

Vuole tornare a correre Antonio Cassano e vuole farlo da protagonista. L’attaccante barese ha definitamente rotto mesi fa con la Sampdoria, acquisendo di fatto lo status di ‘svincolato’, ma nella sua mente c’è ancora l’idea di essere protagonista in serie A, anche perchè a detta del centravanti, il campionato italiano non è più competitivo come un tempo: “La Juve continuerà a vincere – ha dichiarato – sono bravi e anche forti mentalmente, ma non è più come una volta. A fine anni Novanta c’erano le sette sorelle. La settima ad esempio, la Fiorentina, aveva in attacco Rui Costa, Edmundo e Batistuta. Ecco perché posso continuare a giocare a lungo e fare la differenza e non è giunto il momento di smettere. Se non andrà bene smetterò subito, non sono una comparsa. A gennaio si sono fatti avanti il Pescara con Zeman, il Palermo, il Crotone, l’Entella e ho chiacchierato anche col Verona: il suo presidente, Setti, si è fatto da solo come me, è una società perfetta. Non rientrare è stata una mia scelta perché non mi sentivo pronto fisicamente e non potevo bruciarmi con un flop. Tra due mesi sarà tutto diverso. Estero? Ho avuto proposte da Cina, Emirati, Mls ma non mi interessano. Non ho problemi economici. Voglio giocare in Italia – ha ammesso Cassano ai microfoni della Gazzetta dello Sport -. La piazza giusta per ripartire? Mi stuzzicano Udinese, Bologna e Sassuolo. Anche giocare a Verona, in A, sarebbe bello: tifosi fantastici, in 25.000 allo stadio… In B ci andrei per fare qualcosa di storico come portare l’Entella di Gozzi in A, però mi auguro che ci arrivi già quest’anno. Oppure, in caso di promozione in B, tornerei volentieri a Parma: città bellissima. Lì ho avuto un grande allenatore: Donadoni. L’ho offeso, gli ho chiesto scusa più volte. Vorrei tornare a lavorare con lui. Alla Sampdoria qualcuno ha ritenuto che fossi ingombrante, credo Giampaolo. Con Romei, che ritengo il vero presidente, ho litigato dopo il derby, Ferrero un giorno dice coppe e l’altro spade. La Samp è un capitolo chiuso per me, provo solo indifferenza. Tre giocatori sopravvalutati? Pogba, James Rodriguez e Balotelli. Il più forte al mondo? E’ ancora Messi, poi Iniesta e Xavi. Cosa fare quando smetterò? Mi piacerebbe fare il responsabile dell’area tecnica di una squadra. Miglior tecnico? Ne ho avuti tanti, ma scelgo Prandelli: tatticamente è veramente un mostro”.

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