Il patron subisce il provvedimento del Procuratore Federale, ma volta subito pagina
di Claudio Scaglione
Perinetti si è detto sorpreso, Zamparini non ha dato grande importanza alla questione, pur ammettendo l'amarezza. Una vendetta indiretta da parte di Renzo Candussio, direttore di gara di Carpi-Palermo del 21 dicembre, match che ha portato via con sé diversi dubbi relativi alla conduzione del fischietto di Palmanova. A gioire sono gli emiliani, vittoriosi per 1-0 (su rigore molto contestato), i rosa si rammaricano e si leccano le ferite. Ora più che mai dato che il presidente del club e il suo responsabile dell'area tecnica sono stati deferiti dal Procuratore Federale alla Commissione Disciplinare Nazionale per avere espresso giudizi e rilievi lesivi della reputazione di Candussio, arbitro dell'incontro. Provvedimento esteso anche alla società a titolo di responsabilità diretta ed oggettiva.
"Meglio non pensarci", ha commentato il patron friulano, memore della diatriba emersa all'indomani di quella partita. Molti anni fa, infatti, l'imprenditore di Ajello aveva licenziato Candussio senior, il padre dell'arbitro. Apriti cielo. 'Ripicca voluta contro i rosanero', il pensiero dei tifosi siciliani. "Ora basta - sentenzia Zampa - quello che dovevo dire, l'ho detto", afferma.
Insomma, preferisce parlar d'altro il numero uno della società rosa. Ad esempio, di mercato. "Se è una rivoluzione quella che vi attendete, rimarrete delusi - le dichiarazioni del presidente al 'Giornale di Sicilia' -. Nessun ribaltone, cerchiamo due-tre giocatori che possano darci una mano. I ruoli li sapete tutti. Avremmo voluto un calciatore come Lodi ma non è stato possibile. Proveremo a prendere qualcuno in questo ruolo e un paio di esterni".
In entrata idee chiare. E in uscita? Confermato l'asso uruguaiano. "Sì, Abel è un ottimo giocatore e mi piacerebbe rimanesse. Certo, se offrissero una grande cifra ci penserei, ma non abbiamo ricevuto offerte fin qui - spiega Zamparini -. L'unica ipotesi per cui potrebbe andare via è uno scambio di prestiti, per acquisire qualche giocatore utile per la B. Hernandez, come Dybala, sono giocatori più adatti alla Serie A che al campionato cadetto. Sono tutte situazioni che Perinetti sta portando avanti con grande abilità".
Per il responsabile dell'area tecnica un lavoro anche sul futuro del portierone attualmente infortunato, Stefano Sorrentino. "Non credo parta - la profezia -. Abbiamo due ottimi estremi difensori e sono contento che il pubblico di Palermo si stia ricredendo su Ujkani. Io sono sempre stato convinto che era un buon giocatore e lo sta dimostrando".
Dai giocatori a chi li guida, Beppe Iachini. "E' una persona di esperienza e di buon senso. Sa come trattare i calciatori e come dialogare col presidente. Sa, come pochi altri, come si vincono i campionati di Serie B. Sa che bisogna certe volte essere disposti a rinunciare al bel gioco. E inoltre è un allenatore fortunato. Quello che è mancato al Palermo negli ultimi due anni. Abbiamo avuto tecnici certamente bravi ma sfigati - ironizza il patron -. Ci confrontiamo tutti i giorni, poi decide lui. Io esprimo le mie idee, non do consigli. Non sempre ci troviamo d'accordo, ma è sua la responsabilità".
Esatto. La responsabilità è del tecnico, le cui scelte non sono sempre in sintonia con quelle che sono le idee del suo datore di lavoro. "Sì, ad esempio a Crotone avrei voluto che giocasse Di Gennaro, che può essere una buona mezzala, e il tecnico ha deciso diversamente - racconta Zampa -. Sa che in serie B si vince subendo pochi gol e ritengo che il nostro successo sulla Ternana sia stato fondamentale per il nostro campionato".
Fondamentale per la società, invece, la collaborazione dei tesserati, disposti a dilazionare i propri stipendi. "Sì, anche se ci tengo a precisare che nessuno sta perdendo nulla. Pagheremo quanto previsto dai contratti con qualche mese di ritardo e riconosceremo anche gli interessi".
Chiosa finale sul problema degli stadi, sempre più vuoti. "Credo che non sia una problematica solo di Palermo. Tutte queste regole, la tessera, i filtraggi hanno reso difficile assistere dal vivo alle partite. Molto più comodo stare davanti la tv. In più il nostro stadio è scomodo - lo sfogo del presidente -. Spero che i nostri responsabili del marketing trovino rimedio, abbiamo bisogno di generazioni nuove, dei ragazzi delle scuole, un'impresa difficile ma torneremo a riempire il Barbera".
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