di Leandro Ficarra Una vittoria acciuffata in extremis al termine di una gara a dir poco rocambolesca. Un match non eccelso sul piano squisitamente tecnico ma intenso e di alto profilo agonistico,.
di Leandro Ficarra Una vittoria acciuffata in extremis al termine di una gara a dir poco rocambolesca. Un match non eccelso sul piano squisitamente tecnico ma intenso e di alto profilo agonistico, che ha cambiato più volte padrone regalando un finale sorprendente e forse insperato alla compagine rosanero. Un Palermo disarmante quello dei primi trentasei minuti, che ha regalato con passività inquietante il vantaggio al Siena soffrendo oltremodo qualità e trame dei bianconeri. Molle e senza idee, la squadra di Iachini veniva rimessa in gara da due topiche colossali della retroguardia toscana, ribaltando in pochi minuti il punteggio grazie alla doppietta di Abel. Lo statico torpore della fase difensiva rosa consentiva a Giannetti di raggiungere il pari e riportare linerzia del match dalla parte di Rosina e compagni. Quindi lespulsione di Morganella ed il forcing della banda Beretta. Iachini che con un paio di correttivi tattici e di cambi felici riassestava la barca in balia delle onde senesi. Due prodezze di Sorrentino tenevano in vita i rosa, il guizzo del bomberino Belotti li mandava dritti in paradiso. Tra stenti, errori, limiti e tanto cuore, lo score del Palermo targato Iachini è assolutamente in linea con le ambizioni della vigilia. Dieci punti in quattro gare. Media promozione. Con sagacia tattica, una buona dose di fortuna e tanto carattere. Con tanti saluti al bel gioco, almeno per adesso. I risultati fin qui premiano il pragmatismo e lacume strategico del tecnico marchigiano. Il cui lavoro ad oggi è focalizzato più sul mascherare i difetti di questo organico che nel valorizzarne i pregi. Condizione dei singoli e lacune strutturali non gli consentono di azzardare un impianto di gioco armonioso e brillante in fase propositiva. Ragion per cui la ricerca di compattezza, solidità ed equilibrio nella copertura del campo diviene base imprescindibile per mettere fieno in cascina. Non senza difficoltà poiché, anche sotto questo aspetto, la squadra si mostra ancora confusa ed approssimativa, ben lontana dallacquisire meccanismi difensivi sincroni ed affidabili. Bisogna lavorare ancora e molto, in attesa del mercato di gennaio che dovrà bonificare ed arricchire la rosa con almeno un innesto per reparto. Vincere aiuta certamente a lavorare meglio. Contro il suo ex Siena, Iachini opta per un Palermo abbottonato. Rinuncia al trequartista e 3-5-2 puro. Munoz, Terzi ed Andelkovic formano la linea difensiva, Morganella e Daprelà presidiano alti le corsie. Centrocampo con i gladiatori Barreto e Bolzoni , Verre incursore con licenza di elevare la qualità della manovra. Dybala ed Abel deputati a pungere ed attaccare la profondità. Lavvio è tutto di marca toscana. Il progetto di densità e compattezza di Iachini naufraga in maniera sconcertante. La sovrapposizione di Grillo è scolastica e di facile lettura, Morganella se lo lascia sfilare alle spalle. Centrocampo piatto che non pressa il portatore, filtrante rasoterra che squarcia una linea difensiva immobile liberando il terzino toscano davanti a Sorrentino. Vantaggio Siena e rosa tramortiti che rischiano nuovamente di capitolare su un sinistro di Paolucci. Imbastire una manovra avvolgente ed incisiva che possa spaventare i toscani sembra un miraggio. Circolazione di palla lenta e scontata, gli esterni danno lopzione di scarico ma non saltano luomo e vanno poco senza palla. La ricerca della profondità per le punte è vanificata dallimprecisione nel dosaggio delle rare verticalizzazioni. Per fortuna ci pensa Morero, il cui incauto retropassaggio diventa un assist stupendo per Abel che quasi non ci crede e firma il pari. Poco dopo il masochismo toscano raggiunge lapice: accelerazione di Dybala che si defila e trova la linea di fondo, ingenua spintarella di Angelo che Ciampi punisce con il calcio di rigore. Abel realizza dal dischetto e quasi senza accorgersene il Palermo va in vantaggio. Una fulminea ripartenza rosa viene chiusa con un terrificante destro da Morganella che La Manna devia sul palo. Una piccola gazzarra dialettica tra Beretta e Dybala, reo secondo il mister bianconero di aver oltremodo accentuato il contatto, accende la tensione prima del riposo con Abel in versione tutor del compagno di reparto. Nella ripresa Dybala lascia il posto a Belotti. Pronti via, altra dormita rosa a difesa schierata. Rosina verticalizza, senza schermatura alcuna, per Giannetti che volteggia al limite dellarea e calcia indisturbato sul secondo palo con Munoz spettatore non pagante. Bravo il talento toscano, ma morbido e poco reattivo il centrale argentino che accompagna lavversario senza mai intervenire. Sul punteggio di parità, altra tegola in casa Palermo: doppio giallo a Morganella e rosa in dieci. Iachini risistema la squadra, Daprelà scala a sinistra e Munoz a destra per comporre con Terzi ed Andelkovic una linea a quattro. Fuori Abel e dentro Lafferty, per non schiacciarsi troppo. Il gigante ex Sion garantisce un riferimento sul lungo per i centrocampisti rosa, sotto pressione e costretti a forzare spesso la giocata, è bravo a coprire la sfera ed a far salire la squadra. Sorrentino compie due miracoli su Giannetti e Rosina, Barreto e Bolzoni esaltano la loro vena gladiatoria sporcando tutte le giocate bianconere. Il Palermo si difende si, ma con ordine riuscendo anche a ribaltare il fronte con personalità. Carattere ed ordine tattico sortiscono un premio dolcissimo in coda al match. Verre disegna una parabola morbida su palla inattiva, Andrea Belotti, classe 93, stimmate del bomber di razza, svetta col tempo giusto e centra il bersaglio grosso. Stava per lasciare il posto a Pisano. Quindi vola, sulle ali della gioventù e del suo talento, sotto lo spicchio di curva dei tifosi rosa. Una coproduzione firmata dai due gioielli dellunder 21, bollati come prospetti futuribili ma promossi dal campo brillanti protagonisti. Hanno fame di gloria, umiltà, talento e voglia. Due operazioni condotte magistralmente ed ascrivibili al merito di Giorgio Perinetti. Individuare altri profili simili nella sessione invernale di mercato renderebbe meno arduo il compito di Iachini. Il tecnico ha stimato in due mesi il tempo utile per conferire quadratura tattica ed impianto di gioco al suo gruppo. Nellattesa ha collezionato tre vittorie ed un pari. I problemi restano ma arrivano i punti. Per adesso, è già tanta roba.
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