di Claudio Scaglione Un condottiero dimostra di essere vincente quando, realizzate ardue imprese e vinte difficoltose battaglie, non guarda al passato, bensì è già proiettato al.

di Claudio Scaglione Un condottiero dimostra di essere vincente quando, realizzate ardue imprese e vinte difficoltose battaglie, non guarda al passato, bensì è già proiettato al futuro: in fondo, il successo della singola battaglia conta poco se non accompagnato dalla vittoria della guerra. Attualmente la “guerra” per i rosanero è la promozione in Serie A, traguardo che un buon condottiero, come Giuseppe Iachini, sa come raggiungere. Primo step: dimenticare il passato. Cosa ne pensa, mister? "Sì, il Palermo è solamente all’inizio di questo percorso: abbiamo appena cominciato. Dimentichiamoci dell’euforia che ci ha conferito l’esito della sfida contro il Siena: in questo lavoro qui ci vuole grande equilibrio, non ci si deve esaltare per una partita o un episodio. Dobbiamo essere sempre equilibrati e lavorare da squadra. Quello di Siena è stato un passo importante di questo campionato, di questa rincorsa che ci vedrà sicuramente affrontare partite difficili. Ci sarà anche qualche intoppo in un campionato così lungo, specialmente per noi che siamo in fase di studio e di conoscenza. Siena è stata una tappa importante sotto laspetto della tenuta, della mentalità, dellatteggiamento. Si sono visti dei passi in avanti, ma dobbiamo ancora migliorare e ci stiamo lavorando". Quanto i suoi uomini siano migliorati in quest’ultimo mese si percepisce a pelle. Quanto ancora devono crescere però? "Io dico che è troppo facile fare i giocatori quando si vincono le partite e tutto va bene, bisogna sapere anche affrontare le situazioni difficili, ribaltarle e portarle sul piano giusto dal punto di vista della squadra. Ecco dove dobbiamo crescere: dobbiamo unirci anche quando va tutto storto. Non siamo la squadra più forte della B, ma lo possiamo diventare facendo certe cose. Dobbiamo lavorare durante la settimana e allora ci possiamo arrivare". L’impresa di Siena, proprio per come è stata confezionata (con l’handicap del pubblico contro e con l’inferiorità numerica), ha avuto quasi dello straordinario. Cosa quell’esperienza lascia alla squadra? "Siena ci ha lasciato tanto, soprattutto l’entusiasmo e la consapevolezza di crescere ancora. Ripeto, è stata una tappa fondamentale, tuttavia adesso dobbiamo pensare al prossimo avversario, che non è da meno". Giusto, il Varese non è da meno. Cosa ne pensa della squadra del suo collega Stefano Sottili? "Sarà una sfida difficile, dovremo affrontarla con grande attenzione. Sono forti, organizzati, giocano da tanto tempo insieme e hanno sempre lottato per il vertice della cadetteria. Hanno sempre giocato campionati importanti e quindi dobbiamo giocarla come se fossimo contro il Milan o la Juve, dobbiamo fare una partita di grande spessore tecnico, tattico e dal punto di vista della concentrazione". Tra i biancorossi non può che spiccare il nome di Leonardo Pavoletti, attuale capocannoniere del campionato insieme a Babacar, Antenucci ed Hernandez. È lui che teme più di tutti? "Il Varese si deve temere in toto: ha una rosa importante, ha gente importante per la categoria e può puntare alla Serie A. Ha già dato idea di quello che può fare in questo campionato. Poi è ovvio, Pavoletti è un attaccante che va tenuto lontano dallarea perché altrimenti ci farà male. Noi stiamo lavorando anche a questo sul piano dellorganizzazione di gioco, per limitare le punte di diamante degli avversari". Una punta di diamante della sua squadra è certamente Abel Hernandez che, dopo aver superato l’infortunio, sembra aver ritrovato se stesso, una macchina da gol. Quanto può dare al Palermo l’attaccante uruguayano? "Viene da un infortunio importante che ti porta a dover recuperare in fretta una certa condizione muscolare e fisica. Quando ti rompi un crociato qualche problema allinizio te lo porti per forza. Lui è uno di quei giocatori che non può fare altro che crescere e migliorare venendo da un lungo stop. Attraverso delle tabelle fisiche che riguardano anche forza, velocità e potenza, stiamo lavorando perché le sue doti crescano sempre più. Mi aspetto però una partecipazione mentale come leader della squadra, partecipe del gruppo come sta facendo adesso". Rimaniamo nel settore offensivo, focalizzando l’attenzione su un giovane di grandi prospettive e che, ogni qualvolta è entrato dalla panchina, ha inciso nel match, ovvero Andrea Belotti. Ha qualche chance di essere schierato nell’undici titolare? "Belotti non è detto che entri sempre a partita in corso, può essere anche titolare. Dipende da quello che vedo in allenamento. Noi abbiamo avuto due giorni in meno per preparare la partita rispetto agli avversari e anche le sfumature possono fare la differenza. Aveva già dato segnali positivi la scorsa settimana e avevo capito che poteva darci una mano importante. Lo ha fatto ed è andata bene così, ma lui come tutti non hanno ancora fatto niente, e ci sarà ancora tanto da lavorare". Dagli attaccanti ai difensori, o meglio agli estremi difensori. Stefano Sorrentino è ormai abituato ad esibirsi in parate salva-risultato. Quanto è utile alla squadra? "Sorrentino fa parte della squadra, quindi è giusto che pari e che, se ci riesce faccia, la differenza. Ci saranno tante partite in cui magari il suo contributo ci servirà un po meno. Però per me il portiere è come un attaccante, a volte si giudica solo in base al gol fatto o a quello subito, ma il giudizio spesso non è equilibrato. Ci aspettiamo che Sorrentino ci dia sempre una mano, senza dimenticare che dietro di lui ci sono Ujkani e Fulignati". Guardando all’undici titolare schierato da lei in questi quattro appuntamenti, sembra evidente che manchi un giocatore di qualità. Si potrebbe abbassare la posizione di Davide Di Gennaro? "Sono possibilità che ci stanno, possiamo anche variare tatticamente. Abbiamo ancora una seduta dallenamento, perché qualche ragazzo ha avuto problemi, lo stesso Di Gennaro ha sofferto nelle settimane scorse col polpaccio. Dopo lultima seduta valuteremo la condizione di tutti. Di Gennaro si è allenato bene in questi giorni, però viene pur sempre da una problematica importante, non è una botta o una contusione, è un problema delicato, come per Stevanovic stiamo valutando". Ultima chiosa su un ex della sfida di domani contro il Varese, vale a dire Pisano. "In effetti, domani Eros torna a giocare contro la sua ex squadra. Su di lui dico che è stato sempre bene, è un grande professionista che dà sempre il massimo, qualora venga impiegato darà il massimo, come sempre del resto".

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