serie d

Perinetti-Mediagol: “Nuovo stadio e centro sportivo Palermo? Guardate Roma e Fiorentina. In Italia non basta la benedizione del Papa…”

Le dichiarazioni di Giorgio Perinetti, ex dirigente del Palermo, in merito al delicato tema della costruzione delle infrastrutture nel calcio italiano

Mediagol77

Intervistato in esclusiva dalla redazione di Mediagol.it, Giorgio Perinetti, ex dirigente di Genoa, Palermo e Venezia tra le altre, si sofferma su un tema molto delicato e dibattuto, in particolar modo in Italia: le controversie e le lungaggini burocratiche che spesso rendono complicato ai club professionistici la realizzazione di infrastrutture fondamentali per la solidità ed il futuro delle società calcistiche. La realizzazione di nuovo stadio e centro sportivo è un obiettivo anche del nuovo Palermo di Hera Hora che proprio in questi giorni sta cercando di trovare un punto di convergenza in materia con le istituzioni locali.

"Non conosco perfettamente l'organico del Palermo a parte qualche ragazzo ricco di qualità, se dovessi scegliere chi portare con me in un'ipotetica avventura futura dipenderebbe da diversi fattori. Se il mio futuro fosse in interregionale porterei quasi tutti, in C cinque o sei elementi mentre in B o in A magari qualche giovane che potrebbe potenzialmente crescere. Nuovo stadio e centro sportivo? Mi auguro che Mirri e Di Piazza possano riuscire nell'impresa, il problema comunque non è Palermo ma in generale la forma mentis in Italia. Parliamo di un paese che non aiuta a sviluppare questo tipo di iniziative, l'esempio lampante è l'arrivo di Commisso che con una barca di soldi riuscirà, forse, a costruire il centro sportivo restando però incagliato sul capitolo stadio. Ricordiamo Pallotta che ha deciso di cedere la Roma perché non gli hanno permesso di costruire il nuovo stadio, in Europa gli stadi vengono realizzati in due anni. Un esempio è certamente il Tottenham che lo ha cambiato ben tre volte negli ultimi venti anni, in Italia appena chiedi di costruire uno stadio diventa tutto troppo complicato. Chissà cosa sembra che si debba costruire. La realizzazione di un impianto di proprietà consente a una società lo sviluppo sotto diversi settori aiutando i club dal punto di vista dei ricavi grazie anche alle diverse iniziative contigue alle quali si darebbe vita. I nostri stadi sono a dir poco obsoleti, ma nel momento in cui una società si impegna per costruirne uno nuovo non basta neanche la benedizione di Papa Bergoglio. Mi auguro che l'amministrazione comunale possa superare degli scogli e fare qualcosa di importante, parliamo soprattutto della realizzazione del centro sportivo. Avere una propria casa calcistica è un qualcosa di fondamentale che ti permette di gestire tutto in modo differente partendo in particolare dalla formazione sul campo e nella vita degli elementi del vivaio, è un valore aggiunto decisivo per crescita dei ragazzi".