di Fabio Corrao Da troppo tempo, reduce dalle altalene del campionato, il Palermo aspettava questa partita per poterla fallire. E infatti i rosanero sono scesi a San Siro, al cospetto di quella.

di Fabio Corrao Da troppo tempo, reduce dalle altalene del campionato, il Palermo aspettava questa partita per poterla fallire. E infatti i rosanero sono scesi a San Siro, al cospetto di quella che attualmente, numeri alla mano, è la migliore squadra italiana, con una concentrazione e con una voglia di giocare al calcio perfino superiori di quelle esibite nella vittoria di sabato all’Olimpico. E vittoria poteva essere, se non fosse stato per un rimpallo malandrino che è schizzato sui piedi di Emanuelson, che incredulo per cotanta sorte ha firmato il 2-2; e se Amelia non avesse ipnotizzato Pastore che poteva regalare una ipoteca più che concreta sulla finale di Roma. Molti sostenitori rosanero si staranno chiedendo quanti punti avrebbe adesso il Palermo in campionato se non fosse stato allontanato Delio Rossi: con questo giochino in genere non si rischia di fare cattive figure, perché non esistono controprove, ma è un esercizio sterile e privo di costrutto. Quello che semmai bisogna sottolineare è che, ultimi sciagurati minuti con il Cesena a parte, due componenti strettamente legate tra di loro, cioè il tecnico e la squadra, hanno ricominciato da dove erano stati interrotti con la voglia di sanare quella ferita tremenda (lo 0-7 contro l’Udinese) e di ricominciare a costruire bel calcio come avevano fatto da un anno e mezzo a questa parte. Rossi ci ha messo molto del suo, in questo pareggio che è molto più utile che prestigioso: intanto confermando la fiducia nelle qualità di Acquah, che passo dopo passo si inserisce sempre di più nel contesto, e poi, dovendo togliere una punta, decide di lasciare fuori Pinilla caricando così Hernandez, che sigla un grandissimo gol, il terzo in quattro giorni. Non bisogna commettere l’errore di considerare in discesa la strada verso Roma. E’ stato compiuto un passo importante, e soprattutto i rosanero hanno dimostrato per la seconda volta in trenta giorni che con il Milan non patrono battuti. Adesso l’appuntamento con una storia particolarmente cara ai tifosi del Palermo è fissato per il 10 maggio, nella bolgia del Barbera, guardando ad una data, anch’essa estremamente significativa per i colori rosanero, il 29 maggio. Da qui a Roma restano solamente, si fa per dire, novanta minuti di battaglia sportiva.

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