Fiorentina-Parma, D’Aversa: “Non ci sentiamo appagati, dobbiamo salvarci. VAR? Uso eccessivo”. E sugli infortunati…

Le dichiarazioni rilasciate dal tecnico crociato Roberto D’Aversa alla vigilia di Fiorentina-Parma

Parma

Il Parma sfiderà domani la Fiorentina, in occasione dell’undicesima giornata del campionato di Serie A.

Il tecnico dei crociati Roberto D’Aversa, intervenuto in conferenza stampa alla vigilia del match, ha parlato del momento che i suoi stanno vivendo: “Analizzando le partite, dal punto di vista fisico abbiamo retto bene il campo. Sulle difficoltà numeriche che ci sono rappresentano una difficoltà anche in allenamento. Veniamo da una sconfitta, il nostro pensiero è di andare a prenderci un risultato. Noi come caratteristiche per come affrontiamo le partite dobbiamo pensare che ci dobbiamo salvare e non devono mancare quelle qualità che ci hanno portato a salvarci. Si lavora su tanti aspetti, si può sempre migliorare. Analizzando l’ultima partita non si è portato il risultato a casa dopo una buona prestazione. I punti sono gli stessi dell’anno scorso, l’interpretazione delle gare sono diverse. Io non sono cambiato, cerco di mettere i miei giocatori nelle condizioni migliori. Si può migliorare, chi lavora con me da tanto sa cosa voglio. Non dobbiamo sentirci appagati, quello che conta è il risultato finale. Dobbiamo migliorarci sotto tutti i punti di vista. Le partite si preparano mantenendo l’intensità degli allenamenti, conta il lavoro quotidiano. A volte non riesci a fare lavori specifici perché non ci si arriva col numero. Dove posso considerare qualche ragazzo per allenarsi con noi, come Camara, lo tengo in considerazione. Poi l’ultima partita eravamo 16 giocatori con tre portieri. E’ sempre importante la qualità degli allenamenti. L’aspetto mentale sarà diverso, la Fiorentina ha ribaltato il risultato col Sassuolo, sono stati bravi anche i subentrati. Hanno giocatori di qualità anche in panchina. noi dobbiamo affrontare in maniera equilibrata ogni partita indipendentemente dai risultati da cui veniamo”.

A proposito, invece, degli infortunati: “Spesso e volentieri nelle costruzioni delle squadre bisogna analizzare la storia dei calciatori e vedere se sono stati fermi 6 mesi. A livello generico quando ci sono le pause con le nazionali ad esempio come accaduto con Kucka: è andato in nazionale dove i giocatori sono costretti a giocare per forza perché è importante, nella gestione di giocatori non sempre si fa la cosa più giusta per i calciatori.. Poi ci sono tre partite in una settimana e non è semplice. Certo, se hai una rosa più ampia puoi prevenire qualche infortunio. Pezzella aveva preso una botta, Bruno Alves si è nuovamente fermato in allenamento. Mi auguro di averlo contro la Roma. Grassi è una situazione che abbiamo sin dall’inizio, non si è fatto male durante la preparazione o altro. Il dispiacere è non averlo mai avuto a disposizione. Rientra Cornelius tra i convocati ma si è allenato solo oggi, in lista torna anche Gagliolo ma non ha fatto nemmeno un allenamento”.

Infine, una battuta sul VAR: “Secondo me se ne sta facendo un uso eccessivo, anche per cose in cui l’arbitro deve decidere. Faccio un esempio lampante: Rocchi in Inter-Juventus è stato bravissimo a vedere quel fallo di mano. Il VAR deve intervenire lì dove ci sono degli errori clamorosi ma non deve sostituire l’operato dell’arbitro. Spesso e volentieri, secondo me, si usa un po’ troppo. Mi viene in mente il gol di Gervinho annullato contro il Sassuolo: è una situazione di campo, all’arbitro qualcosina da decidere bisogna ancora lasciarla. Mi riferisco al non fallo di Hernani su Magnanelli. E’ chiaro che poi dove possono esserci degli errori ben venga il suo utilizzo. Quello che credo dia fastidio, perché è quello che ha detto anche Conte in conferenza stampa, è dove c’è soggettività in episodi uguali. Lì ci devono essere meno margini di decisione soggettiva a seconda della visione di uno o dell’altro. L’arbitro deve essere il primo giudice: ho la sensazione che si affidino troppo al VAR. Devono essere concentrati sul proprio lavoro e se commettono errori, che ci saranno sempre perché fa parte dell’essere umano, si vede. Quello che dà fastidio è quando si commentano gli errori contro e poi magari non si commentano episodi sbagliati a favore. Per questo ho scelto la politica del ‘non commentare’ e credo che dovremmo farlo un po’ tutti, perché non possiamo innervosirci se ci capitano contro delle situazioni o analizzarle col sorriso quando ci capitano a favore: in quel momento bisogna pensare anche all’altra squadra che invece ha subito l’episodio”.

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