Un buon pari nell'ottica del doppio confronto ma intriso di rimpianto per la clamorosa occasione divorata da Coronado che avrebbe reso sensibilmente più agevole la sfida di ritorno...

<strong>Primo-Secondo tempo</strong>

PRIMO TEMPO - Primo atto della sfida valida per la semifinale dei play-off promozione tra Venezia e Palermo.

Stellone sorprende, optando per scelte forti e per certi versi inattese.

Rosanero in campo con una sorta di 4-3-1-2 che può trasformarsi all'occorrenza in 4-3-3. Schieramento farcito di novità e caratterizzato da esclusioni eccellenti.

US Salernitana v US Citta di Palermo - Serie B

Pomini tra i pali, linea difensiva a quattro composta da Rispoli ed Aleesami esterni bassi, Bellusci e Rajkovic coppia di centrali. In mezzo al campo spicca la presenza del giovane Fiordilino a fianco di Jajalo e Murawski. Trajkovski nel ruolo di trequartista con licenza di galleggiare tra le linee ed all'occorrenza allargarsi sull'esterno del fronte offensivo. La Gumina e Moreo si guadagnano una maglia da titolare e compongono il tandem offensivo. In panchina per scelta tecnica si accomodano sia Coronado che Nestorovski.

Inzaghi risponde con il solito 3-5-2 modellato da due novità sostanziali.

L'esperto Del Grosso rileva Garofalo sul binario mancino mentre Marsura vince il ballottaggio con Geijo ed affianca Litteri in avanti.

L'avvio del match è piuttosto equilibrato. Un cross di Del Grosso trova l'anticipo aereo di Litteri sul primo palo che non centra il bersaglio.

L'occasione propizia la crea il Palermo al minuto 18: La Gumina riparte in percussione e conquista una punizione dai 25 metri, sull'esecuzione a giro di Trajkovski, Audero si supera e vola a deviare in corner.

Il Palermo tiene il campo con ordine e buona personalità. Fiordilino e Murawski si spendono in sede di pressing ed interdizione, scivolando talvolta sull'esterno a dare manforte in raddoppio sulle percussioni dei laterali lagunari. La circolazione della sfera è lineare ma dipanata a ritmo piuttosto blando, la squadra siciliana trova spesso Trajkovski tra le linee ma fatica a conferire profondità ed ampiezza alle sue trame.

Un paio di traiettorie velenose da palla inattiva del talentuoso Stulac vengono lette e disinnescate da ottime e puntuali chiusure aeree di Rajkovic.

Su entrambi i fronti è maniacale l'attenzione nel mantenere coesione e distanze tra i reparti senza concedere interspazi e profondità. Densità e massimo scrupolo nella cura della fase di non possesso e di conseguenza non grande fluidità e pulizia nella tessitura della manovra.

Il risultato di parità al termine della prima frazione è specchio fedele di quanto mostrato dalle due formazioni sul terreno di gioco.

SECONDO TEMPO - Pronti via, una conclusione velenosa di Murawski crea qualche apprensione ad Audero che, rivedibile nell'occasione, concede il corner.

Stulac trattiene vistosamente Trajkovski, lanciato in ripartenza, e si becca il giallo.

Il Palermo entra in campo con un piglio diverso e coglie subito i frutti di una maggiore intraprendenza. Fiordilino ispira la sgroppata di Aleesami che invita all'inserimento Jajalo: il nazionale bosniaco conia un dolcissimo assist a rimorchio per La Gumina che controlla e fredda Audero con un chirurgico destro a giro sul secondo palo.

Vantaggio figlio di una trama molto ben concertata ed importantissimo nell'ottica del doppio confronto. Su un'ennesima fulminea ripartenza è Trajkovski, assistito da Murawski, a sfiorare il palo ed il raddoppio con un destro dal limite.

Quando la gara sembra mettersi in discesa per la compagine siciliana, arriva la doccia fredda: Marsura, ispirato da un geniale tacco di Litteri, troppo libero di calciare all'interno dell'area di rigore, trova una fortuita deviazione che mette fuori causa Pomini e riequilibra il punteggio.

Bellusci entra in ritardo e rimedia l'ammonizione. Il Palermo accusa il colpo: Domizzi è letteralmente dimenticato dai marcatori rosanero su punizione calciata da Stulac, Bellusci mura il piatto al volo dell'ex Udinese.

Stellone richiama Fiordilino e concede la ribalta a Gnahoré.

Nel cuore della ripresa i due tecnici calano gli assi: Inzaghi getta nella mischia Geijo per Litteri, Stellone gioca la carta Coronado in luogo di Moreo.

I rosanero si dispongono adesso con un 4-3-2-1 con i due trequartisti alle spalle di La Gumina nel ruolo di unico terminale offensivo di riferimento.

Inzaghi punta sul figlio d'arte Zigoni che rileva l'autore del pari Marsura.

Coronado, dopo una paio di giocate non brillanti, sfiora l'incrocio dal limite con un bel destro.

Fabiano per Pinato è l'ultimo cambio in casa lagunare.

Coronado si rende protagonista di un incredibile errore sotto porta: Modolo si allunga il pallone in controllo e lo regala al brasiliano libero di involarsi verso Audero, dopo fatali attimi di esitazione l'ex Trapani calcia clamorosamente addosso all'estremo difensore lagunare.

Stellone fa rifiatare Trajkovski e dà spazio al connazionale Nestorovski per l'ultimo scorcio di match. Succede poco o nulla fino al triplice fischio. Il match termina in parità ed ogni verdetto è rimandato alla gara di ritorno in programma domenica prossima al "Barbera".

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