Tutino si racconta in un'intervista, svelando alcuni retroscena al suo arrivo
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"I tifosi il dodicesimo uomo? Lo abbiamo visto nelle ultime partite in casa come ci hanno spinto. Io sono arrivato da poco ma già conoscevo il “Renzo Barbera”, è uno degli stadi più belli d’Italia anche per il calore dei tifosi. Ricordo l’emozione contro il Frosinone, la mia prima vera partita con lo stadio pieno. Un “Barbera” che ci ha davvero spinto fino all’ultimo". Queste le dichiarazioni dell'attaccante del Palermo, Gennaro Tutino, intervistato ai microfoni di StarCasinò Sport.
"La maglia numero 7? Ero indeciso, volevo prendere la 11, la data di nascita di mia figlia. Poi ho deciso di cambiare e di prendere la 7 che aveva lasciato un mio caro amico: Roberto Floriano. Ormai non sono più un ragazzino alle prime armi, ho accumulato un po’ di esperienza soprattutto in Serie B dove ho fatto sia campionati di vertice, poi vinti, sia campionati per salvarci. Io oggi sono qui a Palermo per dimostrare dopo annate sfortunate che il mio valore è un altro, voglio ricambiare la fiducia della società, della piazza, dei tifosi, in un posto così importante. Voglio farmi apprezzare per poter continuare un percorso".
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