Turris-Palermo 1-2: Lucca show al “Liguori”, doppietta del bomber di Boscaglia con vista playoff

Palermo autorevole che torna a volare in trasferta sulle ali del classe 2000

palermo

Commento

di Leandro Ficarra

Qualcosa è cambiato.

Al netto dei risultati, dei soliti difetti ed acclarati limiti strutturali, della seconda vittoria consecutiva. Il blitz firmato dal Palermo al “Liguori” di Torre del Greco ha un sapore particolare.

Successo prezioso in ottica playoff. Fondamentale in termini di convinzione ed autostima per una squadra costretta a remare controcorrente.

L’ultimo scorcio di stagione, in corrispondenza con la chiusura della sessione invernale del calciomercato e l’inizio del girone di ritorno, sta evidenziando alcune interessanti e piacevoli novità. Il Palermo di Boscaglia ha ripreso a marciare poggiandosi sulle spalle, giovani ma sufficientemente larghe, di Lorenzo Lucca che oggi ha siglato il suo gol numero dieci al culmine della doppietta che ha deciso il match.

La novità non risiede certamente nella vena realizzativa e nello strapotere fisico in the box del classe 2000. Ciò che stupisce è la vertiginosa ascesa, in tempi incredibilmente rapidi, che ha caratterizzato gli step progressivi compiuti dal ragazzo nel suo processo di maturazione calcistica. Personalità spiccata, atletismo e fisico imponente, qualità tecniche di rilievo da forgiare. Doti che erano piuttosto nitide e semplici da intravedere. Difficile immaginare una crescita talmente marcata sul piano della maturità tattica e del peso specifico dell’ariete rosanero nell’economia del gioco di Boscaglia. La naturalezza con cui il numero 17 si erge a terminale e riferimento del reparto, copre la sfera ed alza il baricentro della squadra, gioca di sponda e scarica per i compagni, costituisce tratto distintivo di un attaccante che sta sempre più acquisendo il concetto di collettivo. Imparando ad esaltare le sue caratteristiche in seno alle dinamiche corali.

Un’altra decisiva inversione di tendenza è da registrare nell’operato e nella fiolosofia di gestione della rosa da parte di Boscaglia.

Il tecnico rosanero, forse in virtù di evidenza di scompensi tattici e risultati altalenanti, complici assenze e calo di condizione di alcuni elementi in organico, ha certamente stravolto il suo modus operandi  rispetto alla prima parte di stagione. Il tecnico gelese pare aver bandito il suo proverbiale integralismo strategico in modalità 4-2-3-1 e sta virando decisamente su una maggiore duttilità in materia di sistemi di gioco da adottare.

Aria nuova anche in termini di scelta ed utilizzo degli interpreti da parte dell’allenatore rosanero. Boscaglia sta adesso attingendo a piene mani dall’intera rosa a sua disposizione, impiegando e rendendo compartecipi e protagonisti del progetto tecnico anche calciatori  relegati ai margini per quasi un intero girone. Inutile sottolineare quanto possa essere prezioso e decisivo il contributo di elementi del lignaggio e dell’esperienza di Santana, Martin, Floriano, se motivati sul piano psicologico e nervoso e schierati in un dispositivo tattico conforme ad esaltarne le rispettive attitudini.

Questo cambio di rotta ha instillato un plus di serenità ed una voglia di risalire la china che ha contagiato positivamente il gruppo nel suo insieme e non soltanto i calciatori fin qui a lungo tenuti in naftalina. Il riverbero positivo sul piano tecnico e morale è piuttosto palese analizzando linguaggio del corpo e prestazioni sul rettangolo verde in queste ultime uscite.

La Turris vista oggi non era certo un ostacolo insormontabile per gli uomini di Boscaglia. Tuttavia, più di una volta la compagine rosanero è ruzzolata rovinosamente al cospetto di avversari abbondantemente alla portata. Oggi la squadra siciliana ha mostrato consapevolezza nei propri mezzi, equilibrio e una certa continuità sotto il profilo dell’apllicazione mentale e dell’attenzione. In merito alla qualità del gioco certamente meglio la prima mezz’ora del primo tempo e una manciata di minuti in apertura di ripresa. A tratti la formazione di Boscaglia ha rallentato e si è abbassata un po’ troppo. Specie dopo il vantaggio ritrovato all’alba dei secondi quarantacinque minuti. Il Palermo ha pensato principalmente a gestire e dopo il secondo sigillo di Lucca ed è ripartito davvero poco, lasciando l’iniziativa agli avversari. A parte un paio di disattenzioni in sede di lettura, davvero esigui i rischi corsi dalla retroguardia rosanero. Il gol del pari di Romano è stato un lampo estemporaneo e sporadico in chiusura di frazione. Un destro potente ma non certo imparabile, Pelagotti non è parso esente da responsabilità nella circostanza.

L’approccio mentale era stato lodevole. Baricentro alto, buona intensità, supremazia territoriale e discreta fluidità nella circolazione della sfera.

Il 4-3-3 schierato da Boscaglia in avvio era caratterizzato da una rivoluzione obbligata in mezzo al campo. Fuori causa Odjer e Santana, squalificato Luperini. De Rose playmaker e schermo, Martin adattato mezzala sinistra, Broh intermedio sul versante opposto. Tridente con Lucca polo centrale, Valente e Rauti estremi larghi. Il tasso di fosforo e qualità in sede di costruzione è stato implementato dalla contemporanea presenza in zona nevralgica di De Rose e Martin. Doppio regista e solidale intercambiabilità, con l’ex Reggina propenso a mascherare con qualche opportuna scalata i limiti di dinamismo del francese. Il numero otto rosanero ha comunque dato linearità e senso geometrico, firmando anche l’assist per la prima zuccata di Lucca che ha rotto l’equilibrio complice un’uscita infelice di Abagnale. Il Palermo aveva già sfondato precedentemente sulle corsie con il solito Valente, Rauti di testa aveva chiamato subito il portiere di casa ad un intervento non banale. Per mezz’ora è stata una sfida a senso unico. Poi un paio di incertezze di Pelagotti ed altrettanti pericoli per la compagine siciliana. Quindi il fulmine a ciel sereno firmato Romano che ha gelato i calciatori di Boscaglia già quasi nel tunnel per l’intervallo.

Ci ha pensato ancora Lorenzo Lucca a volare alto ed a ribadire, scaricando con violenza con il destro sulla respinta del portiere, la voglia di incidere ed emergere di un prospetto destinato a ritagliarsi una dimensione importante nel panorama calcistico nazionale. Quindi Boscaglia ha dato il via alla consueta sequenza dei cambi. Quello obbligato, Valente-Floriano, nell’intervallo per un risentimento muscolare dell’ex Carrarese. Quindi Marconi e Kanoutè per Broh e Martin, con Palazzi dirottato in mezzo al campo e l’ex Catanzaro ad agire da mezzala destra per qualche minuto. Saraniti rileva il match winner, Lorenzo Lucca.  Kanoute si è ripreso il suo posto nel tridente quando Peretti ha rilevato Rauti e la squadra si è disposta con un 3-4-3 che in fase di non possesso diveniva una sorta di granitico 5-4-1 per onor di causa.  Finale rosa poco brillante. La squadra riparte poco e male, si abbassa e fatica a riproporsi dalle parti di Abagnale. Tuttavia, il Palermo rischia davvero poco. Una punizione di Giannone nel recupero lambisce il palo ma non scalfisce i sogni di gloria rosanero.

La seconda vittoria consecutiva colora un minimo la classifica ed infonde una dose di moderato ottimismo in vista del lunch match in programma domenica prossima contro il Catanzaro al “Renzo Barbera”.

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy