Saraniti: “Io al Palermo? Sarebbe un sogno, qui c’è un progetto serio. L’anno scorso rifiutai perché…”

Le dichiarazioni rilasciate dall’attaccante di proprietà del Lecce

Potrebbe vestire la maglia rosanero in Serie C.

Stiamo parlando di Andrea Saraniti. Accostato a più riprese al Palermo targato Hera Hora, l’attaccante di proprietà del Lecce – il cui contratto che lo lega al club salentino scadrà il prossimo 30 giugno 2021, è stato intervistato ai microfoni de ‘La Gazzetta dello Sport’. “Non saprei dire che a che punto è la trattativa. So che c’è stato qualche contatto tra i dirigenti rosanero e il mio agente. Attendo fiducioso, da parte mia c’è tutta la volontà. Innanzitutto essendo palermitano sarebbe grande motivo d’orgoglio per me poter indossare la maglia del Palermo. E poi c’è un progetto serio, persone perbene e competenti, con idee molto chiare. Non potrei chiedere altro”, sono state le sue parole.

Il calciatore originario di Palermo era già stato contattato dal club di viale del Fante un anno fa. “Sì è vero, ma non ho rifiutato il Palermo, come ha scritto qualcuno. Semmai ho rifiutato la categoria. A 31 anni e con tante richieste da club importanti, non me la sono sentita di tornare tra i dilettanti, avendo per altro ancora 2 anni di contratto tra i professionisti. Non è stata una questione di soldi o di motivazioni, ma solo di categoria. Non ho mai vestito la maglia del Palermo? Semplicemente non c’è mai stata questa possibilità. A 15 anni sono stato preso dal Catania e lì ho fatto alcune stagioni nel settore giovanile. Poi, quando mi sono affacciato al professionismo, il Palermo era in Serie A e navigava ad altissimo livello”, ha proseguito.

Saraniti, inoltre, ha ammesso di aver sempre tifato per i colori rosanero: “Ho vissuto da tifoso la cavalcata che ha condotto i rosanero dalla Serie C alla A: andavo in gradinata tutte le domeniche quando c’erano Cappioli e La Grotteria. Stesso discorso quando Zauli, Corini e Toni ci hanno riportato in A dopo 32 anni. Successivamente mi sono allontanato da casa e non è stato più possibile frequentare il Barbera, ma ho continuato a seguire con affetto la squadra”. E rispetto alle gare disputate fra le mura del “Renzo Barbera” da avversario: “Un paio, sempre al Barbera e in entrambe le circostanze sono uscito sconfitto: la prima volta con la Virtus Francavilla in Coppa Italia. Non c’era tantissima gente, ma ero molto emozionato. Perdemmo 5-0 e ricordo che segnò una tripletta Trajkovski. E poi 2 stagioni fa, col Lecce: finì 2-1 per il Palermo, ma entrai solo nel finale di partita”.

Infine, il classe 1988 è tornato a parlare delle sue esperienze a Vicenza e Lecce. “Sì, a Vicenza è stata una stagione non fortunatissima dal punto di vista personale. Mister Di Carlo aveva a disposizione tanti attaccanti e ci alternava spesso. A me è mancata un po’ di continuità anche a causa di un infortunio e di una successiva ricaduta. A Lecce, invece, sono arrivato a gennaio e con 5 gol ho dato un contributo importante alla promozione. Come si vince la Serie C? L’unità di intenti tra società, squadra, allenatore e tifosi. Palermo ha entusiasmo e blasone, ma senza coesione non si va da nessuna parte”, ha concluso.

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