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l'intervista

Sabatini: “Vedrò le partite del Palermo, non può stare in C. La fuga dallo stadio…”

Sabatini: “Vedrò le partite del Palermo, non può stare in C. La fuga dallo stadio…”

L'ex ds del Palermo e attuale dirigente della Salernitana, Walter Sabatini, ripercorre i suoi trascorsi professionali nel Palermo di Zamparini con un occhio all'attualità in casa rosanero

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Un fiume in piena. Come di consueto, l'ex direttore sportivo di Lazio, Palermo, Roma ed Inter, tra le altre, Walter Sabatini, regale vere e proprie perle di antologia calcistica. Il dirigente umbro, polo manageriale di riferimento dell'area tecnica nei fasti dell'era Zamparini ed oggi ds della Salernitana, ripercorre le indimenticabili pagine di storia scritte nel corso del suo mandato dirigenziale nel capoluogo siciliano e la sua breve parentesi da calciatore vissuta con la maglia rosanero in un'intervista concessa durante il format "Notte Rosa" in onda su Tele One.

"Il Palermo attuale ed il girone C? Io nel Palermo credo sempre, anche se lo conosco poco ma ho messo in calendario di seguire con attenzione alcune gare di questa squadra, nei rosanero io credo sempre perché credo nella forza popolare, nell'impatto che ha la gente nei confronti della squadra e verso gli avversari. E' un club condotto da gente esperta nel mondo del calcio come Rinaldo Sagramola e Renzo Castagnini, dirigenti forti per la categoria. Credo che il Palermo si farà largo ai playoff, questa squadra non può stare in Serie C, mi dispiace. Devono trovare una maniera per vincere. La mia esperienza al Palermo da calciatore? Quando io sono venuto da direttore sportivo ho ricordato quando da giocatore nella stagione 1978-1979 sono andato via da una porticina laterale dell'allora "Favorita"quasi scappando, perché ero infortunato, stavo sempre male. Non risucivo a giocare perché avevo un problema, allora oscuro, al bicipite femorale, che mi è stato risolto due anni dopo addirittura. Era il Palermo di Veneranda di Vito Chimenti, arrivammo in finale di Coppa Italia contro la Juventus quell'anno. Io ero molto addolorato di non aver mai potuto giocare con quella squadra quell'anno, oltretutto Veneranda stravedeva per me, avevo dei compagni fantastici. Mi ricordo che una volta dalla "Favorita", ho percorso la strada verso una porticiona di uscita, perché sentivo un fastidio al bicipite femorale. Sono uscito da quella porticina, ho fatto la doccia e sono andfato in aeroporto e sono andato via. Quando sono venuto a palermo da direttore sportivo ho detto alla squadra: «Quando ero calciatore sono uscito da una porticina laterale, adesso che si cono venuto da dirigente voglio uscire dalla porta principale». Invece non è vero, sono uscito nuovamente dalla porticina secondaria (sorride, ndr), però con un bilancio di tre anni assolutamente soddisfacente".

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